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Migranti: la maggioranza di Landriscina boccia lo Sprar

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In una conferenza stampa tenutasi al Comune di Como alle 12 di martedì 14 novembre, i capigruppo di minoranza Bruno Magatti (Civitas), Fabio Aleotti (M5s), Patrizia Lissi (Pd) e Vittorio Nessi (Svolta civica) hanno espresso il proprio rammarico per la mancata approvazione della delibera di indirizzo inoltrata dalle rispettive forze di minoranza e concernente l’attivazione di una rete Sprar sul territorio di Como e comuni limitrofi.

La bocciatura di tale proposta, a parere dei relatori, dimostra la reticenza della maggioranza verso una costruttiva assunzione di responsabilità nei confronti della questione migratoria, che non può più essere considerata – nemmeno strumentalmente – come “un’emergenza”. Eppure, ricorda Magatti, l’attivazione di un sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati è esplicitamente menzionata come obiettivo dal Dup 2017; obiettivo che rimane perciò disatteso. In più, osserva Patrizia Lissi, la posizione della maggioranza consiliare contraddice precedenti scelte compiute dalle destre a livello nazionale (con l’emanazione della Bossi-Fini che regola il sistema Sprar) ed europeo (con il voto favorevole ai regolamenti di Dublino): un’incoerenza politica rimasta tuttora ingiustificata.

La delibera d’indirizzo che non ha incontrato i favori della maggioranza includeva una più equa distribuzione dei minori non accompagnati sul territorio di Como e provincia e la copertura assicurata del 95 per cento dei costi sostenuti, in linea con la recente normativa dello Sprar. Tuttavia, con il voto contrario della maggioranza, rimangono irrisolte questioni di interesse collettivo come la sanità, la sicurezza o i lavori di pubblica utilità. Sorge il dubbio che le intenzioni dichiarate da Landriscina e sostenitori in campagna elettorale siano già state ritrattate dai fatti, che si cerchi di temporeggiare o addirittura di esacerbare le tensioni per alimentare dei migranti una visione sempre più allarmistica, isolandone e concentrandone la presenza, scoraggiando le interazioni con la comunità locale e ostacolando un’accoglienza meglio distribuita. Rispetto ai Cas – centri di accoglienza (teoricamente) straordinaria -, una rete Sprar diffusa offrirebbe concreti vantaggi quali l’attenzione continua alla dimensione individuale di ciascun/a migrante e la creazione di posti di lavoro per profili professionali previsti per legge, oltre naturalmente all’attivazione di un percorso di legalizzazione ed inclusione sociale dei richiedenti asilo e rifugiati.

I pochi provvedimenti concreti finora adottati in materia dalla giunta Landriscina, insomma,  sembrano non aver avuto ricadute positive né sui migranti, né sulla comunità locale. E non c’è ragione di appellarsi alle responsabilità prefettizie, dopo aver bocciato una delibera che avrebbe favorito l’intervento dell’amministrazione locale nella gestione migratoria, rendendo il Comune di Como protagonista e coordinatore di un progetto di accoglienza estesa sul territorio provinciale. Non è onesto citare mancanza di tempo, dopo aver declinato l’allungamento dei tempi per l’attivazione dello Sprar già proposto da Magatti, né un’assenza di strutture idonee o comunque riadattabili a tale scopo. Per quanto riguarda la specifica e scottante questione dei minori non accompagnati, non ci si può appellare alla mancanza di fondi, dal momento che le risorse stanziate dal Comune di Como sono passate, dai 2,6 milioni di euro nel 2016, ai 3,6 milioni di quest’anno. Soprattutto, non si può far finta di ignorare il dibattito condotto, dentro e fuori dall’arena politica cittadina, sulla gestione pratica dei flussi e delle presenze migratorie, con le sue criticità, le urgenze, e le numerose, reiterate indicazioni sulle migliorie da adottare.  E allora, concludono Aleotti, Lissi, Magatti e Nessi, le possibilità sono due, entrambe sconcertanti: che la maggioranza non abbia le idee chiare in merito, e che manchi perciò di un programma, oppure che questa non-azione sia espressione di una precisa volontà elettorale, interessata al mantenimento e anzi all’esasperazione di una situazione palesemente critica. [Alida Franchi, ecoinformazioni – foto di Daniel Lo Cicero, ecoinformazioni].

Presto online sul canale di ecoinformazioni tutti i video della conferenza stampa di Daniel Lo Cicero.

 

Informazioni su Alida Franchi

classe 1990, di Como, non sempre "a" Como. Mi interesso di arti e politica internazionale. Scrivo, fotografo e disegno.

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