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13 novembre/ “Lady Macbeth”

23215470_1745361329100271_648076181537810719_o.jpgProssimo appuntamento della rassegna i Lunedì del cinema al circolo Arci Xanadù / Spazio Gloria: Lady Macbeth (2016, 89′), di William Oldroyd.

Inghilterra, 1865. Se la moda dell’epoca imprigiona la donna dentro minuscoli corsetti e pesanti crinoline, le convezioni sociali la vogliono incatenata a un marito padrone e prepotente, senza slanci di passione o indipendenza. Abnegazione e modi compassati sono gli insegnamenti impartiti alle giovani fanciulle in età da marito e le fondamenta solide su cui poggia un matrimonio resistente. La giovane Lady Macbeth rifiuta di vivere un’esistenza misera alle dipendenze di un marito negligente, e imbocca una strada di egoismo e violenza nel tentativo di affrancarsi dal vincolo tanto detestato. Venduta in moglie a un uomo che non ama e per di più con il doppio dei suoi anni, la diciassettenne Katherine (Florence Pugh) inizia una relazione clandestina con un giovane stalliere. La storia passionale giunta a interrompere la monotonia e la solitudine della vita di campagna, diventa una vera ossessione per la ragazza, tanto da spingerla a compiere gesti estremi e spietati.

Ha detto William Oldroyd:
«La drammaturga Alice Birch mi ha portato il libro [Lady Macbeth del distretto di Mcensk di Nikolai Leskov] e mi ha detto: “Questo potrebbe diventare un bel film”. Ed eravamo abbastanza sorpresi che non ci fossero già stati adattamenti per il cinema. Sapevamo che c’era un’opera con alcuni elementi di melodramma, che non volevamo assolutamente mantenere nel film, perché “melodramma”, in inglese, ha un senso dispregiativo. Il brutto melodramma, ovviamente, quello ben fatto no, ma abbiamo questo strano rapporto con il concetto. Così una volta discusso della sinossi e di come trattare il materiale, sapevamo esattamente su cosa lavorare insieme e la sceneggiatura ha pian piano preso forma. Quello che è finito nel film è più o meno quello che era già nel libro, fatti salvi alcuni cambiamenti, come il finale. Alice è stata particolarmente acuta nel tirare fuori dei personaggi realistici e nello sviluppare la loro psicologia».

Il regista:  A dirigere Lady Macbeth è William Oldroyd, al suo debutto come regista di un lungometraggio. Dopo aver studiato regia al Rada, Oldroyd è divenuto un affermato regista teatrale portando in scena opere come Spettri di Ibsen (in una nuova versione scritta da Frank McGuinness), Kean di Sartre, Aspettando Godot di Beckett e La serva padrona di Pergolesi. Nel 2011 decide di cimentarsi nel cortometraggio realizzando Christ’s Dog, a cui fa seguito qualche tempo dopo Best (con cui vince la sezione cortometraggi del Sundance London).

Ingresso 7 euro – Ridotto 5 euro; riservato ai soci Arci.

Alle 17, seguirà alla proiezione pomeridiana di Lady Macbeth (quinto e ultimo film de ll lunedì dello studente) la presentazione del libro Con il sigaro in bocca. Dialogo con mio figlio sul senso della vita (ed.Stilnovo), di Gianfranco Giudice, a cui interverrà l’autore (leggi l’appuntamento di ecoinformazioni). La proiezione serale avrà luogo, come di consueto, alle 21.

[AF, ecoinformazioni]

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