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Ralph Towner in concerto al Museo Vela

 

Domenica scorsa si è chiusa, al Museo Vela di Ligornetto, appena dentro il Canton Ticino, la mostra di Lawrence Carroll, artista statunitense di origine australiana, creatore di opere a metà strada tra pittura e scultura (le sue opere, ancorché non propriamente “modellate”, hanno tutte una profonda valenza spaziale).

Alla vigilia del finissage, come ormai si usa dire, il museo ha ospitato un concerto del noto chitarrista americano Ralph Towner. È stato un bell’esempio di come un museo possa spaziare dal suo campo di azione principale con misura e competenza, e soprattutto offrendo al pubblico una ulteriore chiave di lettura non tanto delle singole opere esposte. ma del clima culturale e ideale in cui si collocano.

La musica di Ralph Towner è una musica complessa e al tempo stesso coinvolgente, difficilmente classificabile in una delle tante caselle di generi disponibili: jazz, avanguardia, classica… persino pop per alcuni istanti. Frutto evidente dell’articolato percorso musicale di Towner (dopo gli studi di chitarra classica, anche in Europa, ha lavorato con gruppi jazz, per poi fondare nel 1970 gli Oregon, e spendersi successivamente in numerose collaborazioni con altri artisti, anche italiani, come Maria Pia De Vito, Paolo Fresu, Pino Daniele…), la sua musica si propone con fraseggi a volte duri e a volte dolcissimi (“tender” è l’aggettivo da lui usato sabato, in una delle sobrie note ai suoi brani), con armonie che appaiono audaci, rispetto all’omologazione ormai imperante, ma che riprendono spesso anche echi delle canzoni antiche (rinascimentali, saremmo disposti ad azzardare) e popolari.

Ralph Towner ha prima suonato da solo, poi è stato raggiunto dall’amico ticinese Claudio Farinone, da tempo impegnato in una rilettura della sua opera. Insieme hanno proposto alcuni brani dell’ultima produzione di Towner, contenuta in un album non a caso registrato a Lugano.

Il concerto si è tenuto nella sala principale del Museo Vela, al cospetto dei grandi gessi dello scultore ticinese, che offrivano inconsuete risonanze visive alle note decisamente contemporanee dei brani. Ma, appunto, il museo di Ligornetto ci ha abituato da tempo a un’attenzione specifica al rapporto dialettico tra patrimonio storico (per quanto già “moderno” a sua volta) e attualità. E allora il concerto serve come possibile “colonna sonora” non decorativa e nemmeno didascalica, ma semmai dialettica, tanto per le opere di Vincenzo Vela che per quelle di Lawrence Carroll. Aggiunge stimoli e suggerimenti. Fa parte, insomma, di una proposta culturale di largo respiro che il Museo Vela intraprende con un’attenzione particolare agli aspetti della “mediazione” (domenica scorsa, in occasione della chiusura della mostra, c’è stata anche una festa nel parco animata da un gruppo di giovani richiedenti asilo da tempo in contatto col museo).

Con tutte le ovvie differenze tra quello che si può fare di qui e di là della frontiera, vale la pena di rifletterci.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Ralph Towner e Claudio Farinone.

 

Alcuni scorci della mostra di Lawrence Carroll al Museo Vela di Ligornetto.

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Questa voce è stata pubblicata il 20 ottobre 2017 da in musica con tag , , .

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