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San Rocco in piedi

Non si sa ancora se il blitz antipanchine del Comune di Como del 13 settembre a San Rocco sia un episodio attribuibile alla componente del Ku Klux Clan al governo della città o se invece (in questo caso meritoriamente) sia un passo della riqualificazione dell’area, per offrire ai migranti e a tutte, tutti i cittadini quel decoro negato dall’incuria della precedente amministrazione e di quella attuale. Amministratori che non hanno saputo assicurare neppure l’indispensabile, non garantendo servizi igienici, pulizia e arredi urbani adeguati alla situazione tutt’altro che emergenziale in una città di frontiera.

Quello che è certo è che la mattina del 13 settembre alle 8 il Comune di Como ha rimosso le panchine sulle quali avevano l’abitudine di sedersi cittadini e cittadine (nativi o migranti che fossero). Non tutte però: solo quelle non bloccate dall’asfalto che le ha protette dall’operazione. Erano panchine vecchie e se saranno tempestivamente sostituite con nuove sarà un bene. Speriamo che non sia invece una tappa della brutta storia che ha già visto la scelta del Comune di chiudere l’acqua a Valmulini, dove  i migranti devono accontentarsi di un giaciglio la notte, e a San Rocco dove la rimozione dei bagni chimici sta già creando gravi problemi a chi è costretto a vivere in strada.

Nel pomeriggio del 13 , un comunicato del Comune purtroppo lascia senza parole confermando la rimozione, parlando genericamente di una futura valutazione sull’opportunità di realizzare altre sedute e  giustificando l’atto visto che le panchine erano utilizzate per “uso improprio”. Bisogna essere del Ku Klux Clan per comprendere cosa sia l’uso improprio di una panchina o per credere che sia semplicemente che su di essa si siedono migranti.

Il testo integrale della nota diffusa dal Comune di Como: «Oggi l’amministrazione ha fatto rimuovere le panchine in piazza San Rocco in quanto rovinate, spostate e impropriamente utilizzate. Si riserva di valutare in seguito l’opportunità di ripristinare delle sedute».

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Questa voce è stata pubblicata il 13 settembre 2017 da in immigrazione con tag .

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