Arci ecoinformazioni via Lissi 6 22100 Como, tel. 327.4395884, ecoinformazionicomo@gmail.com

Lettera/ Invettiva razzista al parchetto di via Leoni

Una lettrice, turbata, addolorata e adirata per un episodio di razzismo accaduto in città ci ha scritto una lettera per illustrare quanto accaduto. La scelta di privare la città di servizi pubblici e di costringere quindi chi non ha casa a usare i giardini per i propri bisogni funziona. “Normali” cittadini inveiscono contro il colpevole con tutto l’armamentario degli insulti razzisti e per chi non è d’accordo la risposta è di uguale violenza per il momento per fortuna solo verbale.

«È già da tempo che ho deciso di non stare zitta, quindi continuo a discutere con un sacco di gente, sul posto di lavoro, per le strade, fuori dalle scuole, al mercato, perché sono molte le persone che non si risparmiano in commenti razzisti, uomini donne, giovani anziani, ricchi e poveri,  il denominatore comune è che lo straniero ci ruba quello che è nostro, l’immigrazione porta con sé problemi di sicurezza, l’immigrazione di persone povere ostacola il turismo della bella e ricca città di Como.

Vorrei condividere quanto mi è capitato ieri pomeriggio [domenica 3 settembre] davanti al parchetto di via Leone Leoni intorno alle 15 quando una signora, che stava facendo giocare il proprio cane all’interno del recinto, ha iniziato ad imprecare contro una persona straniera che stava urinando dietro ad una delle siepi, insulti razzisti dal “negro di m…a” “il tuo colore è come la m…a” “arrivi dall’Africa che è un paese di m…a” “figlio di cagna”. Al momento mi sono pietrificata, pensando che la signora fosse ubriaca poi a mano mano mi sono resa conto che era in sé,  io ero lì con il mio cane e la mia bambina, il parco era pieno di gente, nessuno ha detto nulla, il signore che veniva insultato ha solo detto “grazie signora”, non lo vedevo da dove ero, ma mi sono talmente vergognata che volevo scomparire, far scomparire quell’idiota che urlava e sbraitava con la bava alla bocca.

Mi sono girata e mi sono avviata verso casa, ma dopo pochi metri sono tornata indietro, ho detto alla signora di smetterla, al di là di quello che stava facendo il signore dietro alla siepe, non poteva permettersi di insultarlo per la sua etnia, che era una razzista. Al che si alza dalla panchina la signora più anziana, forse la madre, anche lei col cane che giocava, mi viene incontro, urlando che  ero una schifosa, una str….a, una poco di buono. Io lì con il mio cane al guinzaglio e la mia bimba di 14 mesi in braccio, me ne sono andata convinta che avrebbe potuto seguirmi e mettermi le mani addosso.

Si sta alimentando una politica del terrore, le istituzioni e i mezzi di comunicazione della nostra città stanno alimentando questo clima di odio, è istigazione all’odio razziale, queste persone, di solito codarde, ora si sentono legittimate ad aprir bocca e sputare le loro nefandezze.

Ho avuto paura, dovremmo averne tutti, dobbiamo alzare la testa e rispedire questa gente nelle fogne.

Vorrei che si organizzasse a Como una manifestazione come quella del 20 maggio di Senza muri, perché c’è il dannato bisogno di stare insieme, festosamente, in un unico grande popolo. Restiamo umani. [Lettera firmata]

 

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 4 settembre 2017 da in Antirazzismo, Lettera.

Arci ecoinformazioni

Circolo Arci ecoinformazioni via Lissi 6 22100 Como, tel. 327.4395884, ecoinformazionicomo@ gmail.com, www.ecoinformazioni.it. Registrazione Tribunale di Como n. 15/95 del 19.07.95. Direzione: Fabio Cani, Jlenia Luraschi, Andrea Rosso, Gianpaolo Rosso (responsabile). Proprietà della testata Associazione ecoinformazioni - Arci. Consiglio direttivo: Fabio Cani (presidente), Gianpaolo Rosso (vicepresidente), Jlenia Luraschi (tesoriera), Michele Donegana, Marisa Bacchin.

Ecoattivi

Sostengono ecoinformazioni

Benzoni gioielli Benzonibijoux

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: