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Legambiente: lento miglioramento delle acque del Lario, alcuni impianti non ancora a norma. Appello al buonsenso civile

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Venerdì 7 luglio in mattinata al comune di Como, Legambiente ha presentato il rapporto sul monitoraggio scientifico delle acque del Lario in provincia di Como, effettuate anche per quest’anno dalla Goletta dei Laghi, in collaborazione con Conou e Novamont. Rappresentavano l’associazione in sede: Gisella Introzzi del direttivo del presidio comasco di Legambiente Angelo Vassallo, Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, Enzo Tiso, responsabile scientifico per Legambiente Como, Lucia Coscia, biologa coinvolta nella raccolta e nell’analisi condotta dalla Goletta.

Primo scopo delle analisi condotte sulle acque lariane da Legambiente – che, secondo Meggetto, svolge un lavoro complementare rispetto a quello di Ats e Arpa – è misurare la presenza di batteri pericolosi per la salute (enterococco, escherichia coli), in linea con le normative vigenti in Italia sulle acque di balneazione.
In alcune località, infatti, capita che le acque di scarico raggiungano il  lago senza passare da un processo di filtraggio e depurazione condotto ad hoc. Di conseguenza, (quasi) la metà delle aree di indagine di Goletta dei Laghi per il 2017  – otto su diciassette – sono risultate ancora al di fuori dei limiti di legge, benché alcune persone, ignare o incuranti, si bagnino nelle stesse acque. Questa situazione è aggravata dalla scarsa coscienza ecologica di molti utenti, che utilizzano i sanitari alla stregua di una pattumiera.

Sarebbe opportuno intervenire per risolvere eventuali malfunzionamenti e irregolarità negli impianti di depurazione locali: la situazione appare critica soprattutto nel ramo settentrionale del Lario (a Dongo e in alcune località della sponda lecchese), mentre il ramo sud-occidentale su cui si affaccia Como ha registrato – con l’eccezione di Argegno –  risultati positivi e in generale miglioramento (Tiso ha comunque diffidato dal bagnarsi nei pressi del Tempio Voltiano, a pochi metri dallo sbocco del Cosia). A proposito di Como: l’allacciamento fognario a Como è complessivamente funzionante e copre il 90% della città con 7 km di fognatura mista; rimane però da chiarire quali soggetti ne rimangano esclusi. Comodepur, responsabile del collettamento e della depurazione per la città e per i comuni limitrofi, registra dei rallentamenti in seguito a piogge abbondanti, che aumentano il volume delle acque da processare e diluiscono le sostanze di scarto.

A parte la salute umana, le analisi sono finalizzate alla difesa dell’ambiente naturale del lago di Como, primo in Italia per la sua linea costiera (170 km) e meta sempre più popolare del turismo internazionale. Pesa sulla qualità delle acque del lago anche l’intensa attività di navigazione, sia per il combustibile, sia per altri tipi di rifiuti. Analizzando le acque campionate dalla Goletta dei Laghi, Coscia ha rilevato la presenza di microparticelle plastiche, conseguenza inevitabile di rifiuti gettati nello scarico o persi dalle imbarcazioni e poi degradati dagli agenti atmosferici in particelle sempre meno visibili, ma non per questo meno pericolose per l’ambiente e per la salute. Ai rifiuti domestici (spesso si tratta di scarti di prodotti destinati alla cura e alla pulizia del corpo: cosmetici, scrub, cotton-fioc o siringhe per diabetici) bisogna aggiungere gli scarti di materie prime destinate alla produzione industriale. In generale, dei rifiuti nelle acque interne (laghi e corsi d’acqua) si sa ancora relativamente poco rispetto alle coste e alle acque marine, ma questa primavera Legambiente Como è intervenuta coinvolgendo i cittadini nella pulizia delle spiagge del lago.

Legambiente Como ha escluso veri e propri allarmismi e si è detta soddisfatta di un generale miglioramento della pulizia delle acque del Lario, rimarcando però la permanenza di alcuni segnali negativi, come l’eutrofizzazione delle alghe (per effetto combinato del riscaldamento e della presenza di cianobatteri) o la presenza di alcuni scarichi abusivi. Per il 2017 non sono stati previsti investimenti straordinari per il miglioramento delle acque; eppure ce ne sarebbe necessità per (ri)portare a norma di legge gli impianti meno efficaci. Comunque, la piena operatività di Como Acqua come società responsabile del processo depurativo in provincia dovrebbe essere raggiunta entro il 2018.

Balneabilità, salubrità e integrità ambientale delle acque del lago di Como dipendono anche, e inevitabilmente, dalla pulizia delle acque degli affluenti (è stata pure monitorata, per il secondo anno di fila, la presenza di microplastiche nell’Adda) e da un corretto smaltimento dei rifiuti da parte dei residenti e dei visitatori. L’appello con cui si è concluso il rapporto di Legambiente è perciò quello, aperto alle istituzioni così come ai privati, di adottare, mantenere e diffondere una condotta ecologicamente responsabile, prerequisito necessario al miglioramento della qualità delle acque di cui tutti e tutte facciamo uso quotidiano. [Alida Franchi, ecoinformazioni]

Leggi il comunicato stampa di Legambiente presentato al comune di Como

Guarda il video in HD dei monitoraggi e delle analisi

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Informazioni su Alida Franchi

classe 1990, di Como, non sempre "a" Como. Mi interesso di arti e politica internazionale. Scrivo, fotografo e disegno.

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