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Un’onda arcobaleno a Milano

Un caldo veramente spossante non ha fermato la lotta all’omofobia dei più di 200.000 partecipanti al Milano Pride 2017, sabato 24 giugno. Da Piazza Duca d’Aosta a Porta Venezia il corteo ha colorato e riempito di musica le strade di Milano, incuriosendo sia i passanti sia alcuni cittadini che si sono affacciati alla finestra per salutare la parata.

Alla testa dell’iniziativa, dietro ad alcuni esponenti della giunta tra cui il sindaco Giuseppe Sala, il treno di Famiglie Arcobaleno, seguito dal carro dell’associazione Renzo e Lucio e da quello dei Sentinelli.
Insieme a loro altre realtà, tra cui Agedo, Arcigay, Certi diritti, Collettivo prisma, Uaar, Chiesa pastafariana italiana, Milano senza frontiere e Coordinamento comasco contro l’omofobia, ma soprattutto tanti cittadini, tra cui un gran numero di ragazzi, venuti da tutta la Lombardia per partecipare alla manifestazione.

Al termine del corteo dal palco del Pride Alexia ha cantato l’inno dell’edizione di quest’anno, La cura per te, per poi lasciare la parola ai membri di Associazione Arcobaleno, organizzatori della giornata.
Questi, nella memoria dell’appena scomparso Stefano Rodotà, hanno sottolineato l’importanza di continuare quella lotta che dopo venticinque anni ha portato al decreto Cirinnà, affinché la comunità Lgbtiqa consegua presto la piena condizione di cittadinanza, con tutti i diritti che ne conseguono.
L’impegno di piazza che ha portato al traguardo politico delle unioni civili, raggiunto nel 2016, deve ora continuare nel sostegno oltre che delle proprie lotte anche di quelle delle altre persone discriminate, a partire dai migranti, ancora privi di una legge chiara sull’acquisizione di cittadinanza.
Prima che la festa riprendesse, i manifestanti hanno realizzato un flash-mob nel corso del quale hanno spezzato dei legacci di carta su cui erano scritti i disvalori combattuti da chi vorrebbe uguaglianza giuridica ed economica per tutti: rabbia, odio, violenza, omofobia e razzismo sono stati simbolicamente distrutti, a simboleggiare la voglia di terminare una battaglia che si protrae nel tempo. Infatti, sebbene dopo venticinque anni di partecipazione e rivendicazione finalmente alcune coppie Lgbtiqa stiano iniziando a sposarsi, c’è ancora bisogno dell’impegno presente affinché i giovani di oggi, e al pride ce n’erano davvero tanti, abbiano i mezzi per completare in futuro questo percorso già troppo lungo verso la parità sociale. [Pietro Caresana, ecoinformazioni]

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Questa voce è stata pubblicata il 25 giugno 2017 da in Senza Categoria con tag .

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