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Sinistra italiana/ Grazie mille/ Nessuna indicazioni di voto per il ballottaggio

Con una nota, Sinistra italiana di Como ringrazia i circa 1000 elettori e elettrici che hanno scelto La prossima Como e sottolinea che ora la sinistra dovrà assumersi «il compito di dimostrare di essere utile e in grado di ridare speranza di cambiamento, in una città bifronte, sempre più ricca, ma con una povertà in aumento». Leggi nel seguito il testo integrale del comunicato.

«Grazie mille.

A Como le elezioni amministrative ci consegnano prima di tutto una città divisa. A perdere sono state la politica come strumento di partecipazione al cambiamento, le istituzioni locali come casa di tutti e tutte, la democrazia che si è indebolita. Il mondo politico, il sistema dell’informazione e i corpi intermedi farebbero bene a riflettere su questo tema.

La maggioranza  di cittadini e cittadine, il 51%, non è andata a votare al primo turno; guarda con rabbia, sospetto o distacco il palazzo comunale, risente ancora dell’onda lunga dell’antipolitica e pensa che tutti siano uguali. Una minoranza di cittadini, in particolar modo nella convalle, è andata a votare, orientando la propria scelta soprattutto verso il centro destra e la lista civica antipartiti di Rapinese. Il PD e la sua area hanno ottenuto un risultato modesto, puniti dal loro stesso elettorato per la scelta del candidato sindaco, alieno al contesto comasco e alla storia del centrosinistra, per le scelte (nazionali e locali) centriste e moderate. Il M5S si conferma debole e incapace di radicarsi nel territorio. Civitas, che è stata un elemento divisivo e sognava l’impossibile ballottaggio, ha dovuto accontentarsi di un seggio. La sinistra della lista di cittadinanza attiva, La prossima Como, che noi di Sinistra Italiana abbiamo appoggiato, ha preso meno voti di quanto ci aspettassimo, ma è stata la vera novità nel panorama politico comasco: mille persone hanno chiesto scelte chiare sui quartieri, la casa, il lavoro, i legami sociali, la solidarietà, l’ambiente, i trasporti, in opposizione alle destre razziste e populiste e in alternativa al moderatismo del Pd. Mille persone consegnano alla sinistra il compito di dimostrare di essere utile e in grado di ridare speranza di cambiamento, in una città bifronte, sempre più ricca, ma con una povertà in aumento.

Il secondo elemento che notiamo riguarda il sindaco che amministrerà con il voto di un cittadino su sette, un dato che fotografa bene la distanza tra la vita reale delle donne e degli uomini in carne e ossa e le scelte fatte in questi ultimi 25 anni dalle giunte di centro destra e da quella Lucini.

Il terzo elemento riguarda il rapporto tra crisi economica e voto: Ponte Chiasso e i quartieri di cintura, dove si è votato poco, sono gli stessi luoghi dimenticati dalla politica e dove la crisi economica ha colpito.

Alle quasi mille persone che hanno dato fiducia a La prossima Como, incoraggiandoci ad andare avanti per la nostra strada, quella giusta, quella della costruzione di una sinistra unita e plurale, uno spazio pubblico dove stare pubblicamente, nel quale le nostre laiche identità convivano intrecciandosi e guardando insieme verso un comune orizzonte, con i piedi ben piantati a terra, noi di Sinistra Italiana diciamo che è nei territori che si può continuare a coltivare futuro e speranza, contrastare l’individualismo, favorire il protagonismo di donne e uomini in carne e ossa.
La crescita dell’astensione in città ci racconta della distanza che è aumentata tra chi vive ai margini e chi si sente vulnerabile e il Palazzo delle istituzioni, anche quella più prossima, il Comune; ci racconta delle attese deluse dalla giunta uscente e dalla coalizione politica che l’ha sostenuta per la quale partecipazione è stata solo una parola scritta sul programma elettorale. Molte delle donne e degli uomini che ci siamo proposti di rappresentare hanno scelto di non votare, neppure per noi che avremmo portato la loro voce a Palazzo Cernezzi. Continueremo tenacemente a incontrarli, ascoltarli, progettare insieme il futuro della città.
Non daremo indicazione di voto. Consideriamo elettrici e elettori capaci di decidere da soli, cogliere le differenze tra i candidati e liberamente scegliere come votare al ballottaggio. Non abbiamo visto e non vediamo ora le condizioni politiche per stare nella coalizione che sostiene Maurizio Traglio. Chi ci ha votato lo troverebbe incoerente, un “pasticcio” incomprensibile, un opportunismo indecente.
Invitiamo ad andare a votare il 25 giugno. Non si può rinunciare a un diritto costato tanti sacrifici. È quello che i potenti vorrebbero ottenere: ridurre la platea della democrazia».  [Sinistra italiana Como]

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Questa voce è stata pubblicata il 20 giugno 2017 da in Politica con tag , .

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