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Artigiani fino al 7 agosto senza reddito

La Cna di Como presenta il quadro preoccupante delle piccole imprese lariane sottoposte a una tassazione che riduce le possibilità occupazionali, non garantisce un reddito ragionevole, impedisce investimenti e innovazione, quando non mette addirittura in pericolo la sopravvivenza stessa dell’attività.

Dei molti parametri presi in considerazione dallo studio della Cna forse quello che meglio mette in risalto le difficoltà è il Tfd (Tax free day, il giorno fino al quale i guadagni dell’attività servono solo al pagamento delle imposte) che preoccupante su tutto il territorio nazionale a Como segnala come nel 2017 le imprese artigiane lavoreranno solo per pagare le tasse fino al 7 agosto e solo dopo quella data si evidenzierà un reale utile dell’attività.

Che fare senza mettere in dubbio la necessità del pagamento di ciò che è dovuto e l’essenzialità della leva fiscale per assicurare servizi essenziali come scuola, sanità, sicurezza? La proposta della Cna  afferma che «il problema vero risiede piuttosto nella iniqua distribuzione del carico, che si distingue in modo radicale secondo la natura del reddito e svantaggia le imprese, in particolare le piccole imprese personali. Ma la tassazione dei redditi prodotti dalle persone fisiche non può essere diversa a seconda della differente modalità con cui si genera reddito.

È arrivato il momento di intervenire su un sistema fiscale evidentemente squilibrato per raggiungere tre obiettivi di utilità generale: ridurre la pressione fiscale garantendo, nel contempo, maggiore equità nel prelievo tra diversi redditi da lavoro; invertire sensibilmente la tendenza del trasferimento alle imprese degli oneri sui controlli; usare in modo intelligente la leva fiscale per aumentare la domanda interna».

Bisognerà però trovare le risorse per realizzare queste trasformazioni e qui la proposta della Cna pensa a utilizzare i proventi dalla spending review e dalla lotta all’evasione ma stranamente non cita la riduzione delle spese militari che pure costituiscono un fardello improduttivo e in larga parte immorale per il bilancio dello stato.

Le proposte di azione sono articolate su diversi pian. Cna propone di: «Rendere l’Imu pagata sugli immobili strumentali delle imprese completamente deducibile dal reddito d’impresa; rivedere la tassazione Irpef delle imprese personali e degli autonomi, prevedendo delle riduzioni automatiche all’aumentare del reddito dichiarato rispetto al reddito ideale suggerito attraverso i nuovi Indicatori sintetici di affidabilità; trasformare le detrazioni relative a spese per lavori edili in crediti d’imposta cedibili agli intermediari finanziari; definire il concetto di insussistenza di autonoma organizzazione per non assoggettare i soggetti all’Irap e aumentare la franchigia Irap ad almeno 30mila euro; rivedere al più presto i criteri per l’attribuzione dei valori catastali degli immobili, al fine di allinearli periodicamente ai valori di mercato a invarianza di gettito; Agevolare il passaggio generazionale delle imprese individuali tramite la completa neutralità fiscale delle cessioni di azienda, al pari di quanto è previsto in caso di conferimenti; evitare di spostare sulle imprese gli oneri dei controlli attraverso un uso intelligente della fatturazione elettronica, eliminando nel più breve tempo possibile tutti i regimi Iva del reverse change previsti attualmente, lo split payment, la ritenuta dell’8% sui bonifici relativi a spese per le quali sono riconosciute detrazioni fiscali». [G.R., ecoinformazioni]

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Questa voce è stata pubblicata il 14 giugno 2017 da in Economia, Lavoro con tag .

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