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ecoinformazioni 582

Il numero 582 di ecoinformazioni si apre naturalmente con una prima analisi dell’esito elettorale di Fabio Cani che riportiamo nel seguito del post. Nelle altre pagine l’annuncio della ricerca di ragazze e ragazzi per il nostro progetto di Servizio civile, il consueto sguardo alla cronaca politica e culturale. La rubrica Como foto social club è dedicata questa settima alle Mura con le immagini di Andrea Rosso mentre il video della settimana è una parte dell’intervento di Paolo Ferrero sulle prospettive della sinistra.

Per una volta cominciamo dalle evidenze

Primo: a Como ha votato meno della metà degli aventi diritto (e dovere).

Secondo: a Como c’è una solida maggioranza di destra, poiché – al di là di differenti atteggiamenti –, i candidati che fanno riferimento, nei fatti e nelle indicazioni generali, a tale area raggiungono quasi il 59% dei consensi espressi. Se poi vogliamo rincarare la dose, non si deve dimenticare il risultato di Erba dove vanno al ballottaggio due raggruppamenti, entrambi di destra (che insieme fanno quasi il 69%), né quello di Cantù dove il candidato sindaco del centrodestra, il leghista Edgardo Arosio, sfiora l’elezione al primo turno, avendo superato il 49%.

Le due evidenze sono certamente correlate. C’è una disaffezione diffusa, che non è semplicemente “rifiuto della politica” (così come l’intendono i commentatori “importanti”) ma che si allarga fino ad essere disinteresse alla partecipazione. E l’avevamo già notato commentando l’evoluzione della campagna elettorale. Tale disaffezione colpisce in primo luogo, e non potrebbe essere altrimenti, i sentimenti democratici. Quando diminuisce la partecipazione (e non mi riferisco solo al voto), la destra gongola, e vince.

Ma non si può nemmeno tacere che questa rinnovata affermazione della destra cresce anche sul terreno della sottovalutazione di tutta una serie di fenomeni: la riproposizione dei più inquietanti rituali fascisti, la diffusione degli atteggiamenti intolleranti (se non proprio razzisti conclamati), la rimozione del concetto stesso di “bene comune” a favore di un “proprio particolare”.

«Così non funziona, così non può funzionare» è una frase che ho sentito ripetere spesso in questi ultimi giorni, prima e dopo le elezioni. Ma le proposte difettano.

Non mi pare che inseguire la destra sul suo stesso terreno sia una possibile soluzione: la gente è disaffezionata, ma non è poi proprio distratta. La civiltà dei consumi almeno una cosa l’ha insegnata: diffidare delle imitazioni.

Non mi pare nemmeno che dismettere i valori di fondo del movimento democratico e progressista sia un’opzione perseguibile, pena l’impossibilità di distinguersi (è, alla fine, la stessa cosa di prima, detta con altre parole).

Se non vogliamo aderire a quanto suggerito dal ben noto film Non ci resta che piangere, l’unica possibilità è di rimettersi a studiare, progettare, lavorare. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

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Un commento su “ecoinformazioni 582

  1. ecoinformazioni
    13 giugno 2017

    L’ha ribloggato su comosenzafrontiere.

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 13 giugno 2017 da in ecoinformazioni con tag .

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