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Diritti umani/ Il Comune non risponde, il vescovo sì

Si sa ci sono le elezioni, ma i diritti umani non seguono le tribune politiche e ci sono persone che insensibili al travaglio degli eleggibili continuano a coltivare ambizioni banali: avere un riparo per la notte, dei servizi igienici, delle docce. Cose normali per molti, per alcuni sogni irrealizzabili in una delle città più ricche del pianeta le cui istituzioni fanno finta di non sapere che ci sono più di 100 persone che dormono in strada ogni notte. Naturale quindi la frustrazione della Bella Como che nella riunione del 22 maggio ha dovuto prendere atto del fatto che nonostante le richieste, le proposte, le disponibilità, l’offerta di pagare i costi, nonostante tutto e di più, dal Comune ancora non è arrivata alcuna risposta per una vera e propria vergogna che evidentemente la Giunta ancora in carica vuole lasciare in eredità al/ alla prossimo/ a sindaco/ a di Como. Ma nell’assemblea del 22 maggio è arrivata anche una buona notizia: mentre il Comune non risponde il vescovo di Como lo ha fatto ed in modo concreto e significativo. Leggi nel seguito il testo integrale del Comunicato della Como solidale. [Foto di copertina Gin Angri; foto Dormire  Barbara Battaglia e Guido Primiano]

«Il Comune non risponde, il Vescovo sì

L’assemblea della Como solidale (Como senza frontiere, Gruppo volontari Sant’Eusebio, Migranti e sanità, Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti) del 22 maggio ha discusso della situazione drammatica nella quale versano moltissime persone che sono costrette dalla mancanza di sufficienti luoghi di accoglienza a dormire in strada segnalando ancora una volta, come le offerte di disponibilità da mesi presentate al Comune di Como non abbiano ancora avuto risposta.

L’assemblea ha accolto con grande soddisfazione la risposta del Vescovo, monsignor Oscar Cantoni, a cui la Como solidale si era rivolta chiedendo nuovi spazi per l’accoglienza per le persone costrette a dormire in strada, indipendentemente dal fatto che essi/ e siano migranti o senza fissa dimora. La risposta ha dimostrato la piena consapevolezza del Vescovo della gravità della situazione prospettando interventi concreti per diminuire le sofferenze dei poveri non accolti.

Nella lettera del Vescovo vengono comunicati almeno tre importanti interventi: il rafforzamento dell’azione in città con l’avvio dell’attività della Caritas cittadina, la prossima apertura di una nuova struttura di accoglienza notturna nella struttura dei Missionari comboniani di Rebbio, la disponibilità a verificare, qualora l’hub del Cardinal Ferrari fosse collocato dal governo in altri luoghi, l’utilizzo degli spazi in appoggio al Centro pastorale.

Confortata dall’atteggiamento di apertura e disponibilità alla collaborazione anche con reti e associazioni evidenziato dal Vescovo, l’assemblea ha deciso di riproporre la concreta collaborazione delle organizzazioni e delle persone attive per l’accoglienza per dare piena attuazione alle iniziative decise dal Vescovo e di incontrare il coordinatore della Caritas cittadina Rossano Breda e avviare le più ampie sinergie possibili». [L’assemblea del 22 maggio 2017 di Como senza frontiere, Gruppo volontari Sant’Eusebio, Migranti e sanità, Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti]

Un commento su “Diritti umani/ Il Comune non risponde, il vescovo sì

  1. ecoinformazioni
    23 maggio 2017

    L’ha ribloggato su comosenzafrontiere.

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Questa voce è stata pubblicata il 23 maggio 2017 da in immigrazione con tag .

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