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Cittadella della salute e futuro della città

Tra i molti temi degni di approfondimento in questa campagna elettorale per il futuro della città, quello della Cittadella della salute è uno dei più interessanti, perché incrocia e collega problematiche le più diverse, evidenziando quanto lo sviluppo della città non possa procedere a nessun titolo per schemi semplici.

Quindi: le tematiche della salute, dell’urbanistica, del degrado urbano, della mobilità dolce, delle fragilità, della programmazione, dei costi sociali e di investimento…

Così, non c’è da meravigliarsi se il Comitato che dalla Cittadella della salute prende il nome ha proposto un dibattito (alla cascina Massée di Albate, sabato 20 maggio) con i candidati e la candidata per il ruolo di sindaco di Como, con l’intenzione di portare in primo in piano questo fondamentale intreccio di questioni.

Lo ha ribadito nella sua breve introduzione Antonella Pinto, che ha ricordato quanto sia importante il ruolo urbano dell’area dell’ex ospedale Sant’Anna di via Napoleona, non solo in rapporto al grande quartiere di Camerlata, ma per tutto il territorio.

Presenti cinque candidati su sette (Fabio Aleotti, Celeste Grossi, Alessandro Rapinese, Francesco Scopelliti, Maurizio Traglio), assenti gli altri due (Landriscina e Magatti).

Il dibattito, condotto dal giornalista Enrico Marletta con una serie di domande “estratte” a sorpresa e attribuite ai partecipanti a caso, ma con possibilità di replica (il meccanismo, effettivamente vivace, si è però a tratti rivelato un po’ macchinoso), è servito a evidenziare una sostanziale convergenza sull’idea di utilizzare l’area come un effettivo caposaldo per i diversi servizi attinenti al diritto alla salute, ma ha al tempo stesso fatto emergere disparità di vedute sulle questioni connesse. In particolare sulla questione dell’autosilo di Valmulini, realizzato senza tener conto dello spostamento dell’ospedale a San Fermo e attualmente sotto utilizzato; la grande struttura potrebbe essere al centro dei progetti di sviluppo di mobilità alternative (nel corso del dibattito Traglio ha ricordato e riproposto anche il progetto della metrotranvia), mentre è stata definita “irrecuperabile” (e quindi da chiudere) da Rapinese.

Nel complesso, si tratta di valorizzare un percorso di progettazione partecipata (percorso che – come ha giustamente ricordato Celeste Grossi – è già iniziato da tempo proprio con il lavoro del Comitato per la Cittadella della salute, e non c’è quindi niente da inventare dal nulla, come altri candidati hanno suggerito) per mettere in evidenza le cose da fare (anche subito, anche a costo zero, come l’apertura dei cancelli dell’area dell’ex Sant’Anna così da permettere la naturale costituzione di un percorso pedonale-ciclabile alternativo da Camerlata a San Carpoforo e di qui in convalle), quelle da progettare in via definitiva (come il tratto di ciclopedonale della Valmulini, già proposto da tempo), quelle da mettere all’ordine del giorno (come l’effettivo trasferimento dei servizi nei padiglioni dell’ex Sant’Anna), quelle da mettere allo studio in prospettiva più lunga, ma non infinita (come la riparametrazione del rapporto tra iniziativa pubblica e privata sull’area o quella dei rapporti con Regione Lombardia e Comune di San Fermo sul nuovo ospedale sciaguratamente trasferito negli anni scorsi).

Se i dibattiti elettorali non sono proprio parole al vento, il confronto sulla Cittadella della salute dovrebbe essere servito a fare qualche passo in avanti nella direzioni giusta. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Già on line su ecoinformazioni tutti i video dell’iniziativa.

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Questa voce è stata pubblicata il 21 maggio 2017 da in Politica, Salute con tag .

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