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Como solidale/ Intollerabile vergogna le persone costrette a dormire in strada

Con una lettera aperta al sindaco di Como, alla Giunta e alla stampa la Como solidale (Como senza frontiere, Gruppo volontari Sant’Eusebio, Migranti e sanità, Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti) chiede ancora una risposta al Comune: «Affermiamo che i diritti e la vita delle persone non possono essere sospesi perché ci sono le elezioni amministrative. Ribadiamo che il governo in carica a Palazzo Cernezzi ha la responsabilità umana e politica di affrontare la situazione che riteniamo diventerà ancora più grave nei prossimi mesi». Nel seguito il testo della lettera decisa nell’assemblea della Como solidale.

 

 «La mobilitazione che la Como solidale ha animato nelle intere giornate del 28 e 29 aprile ha visto al partecipazione al presidio davanti al Comune nei diversi turni di centinaia di attivisti che hanno manifestato l’assoluta urgenza di un intervento umanitario per le persone costrette a dormire in strada a causa dell’insufficienza delle strutture di accoglienza presenti in città.

Una delegazione di Como senza frontiere è stata convocata dall’assessore al patrimonio Marcello Iantorno per verificare lo stato dell’offerta avanzata al Comune dalla Como solidale per rendere utilizzabile e gestire lo spazio dell’ex drop in di proprietà comunale e del tutto inutilizzato. Sorprendentemente la delegazione ha avuto nell’incontro solo comunicazione del fatto che finalmente gli uffici si sono attivati per esaminare la questione dal punto di vista tecnico e che richiedono ulteriori documenti oltre i preventivi già a suo tempo consegnati chiarendo tuttavia che comunque no spetta loro l’accoglimento della proposta. Le richieste tecniche che comunque la Rete approfondirà per dare ogni risposta possibile che renda attuabile il progetto eludono completamente la richiesta fatta che è quella di avere dal sindaco e dalla Giunta di Como una risposta politica chiara circa la disponibilità ad accogliere la nostra proposta di utilizzo della proprietà comunale inutilizzata che chiediamo sia data in concessione all’Arci come capofila del progetto solidale.

Pertanto, consapevoli della gravità della situazione che vede del tutto insufficienti i dormitori e gli spazi preposti all’accoglienza in città, nell’assemblea del 1 maggio di Como senza frontiere, Gruppo volontari Sant’Eusebio, Migranti e sanità, Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti, si è deciso di:

  • approfondire dal punto di vista tecnico anche con incontri con i funzionari le richieste fatte dagli uffici nonostante esse, in mancanza di un preliminare assenso politico da parte della Giunta, appaiano dilatorie;
  • ribadire al Comune di Como la piena disponibilità della Como solidale a riconfermare la disponibilità a svolgere tutti i lavori necessari per evitare la vergogna di centinaia di persone in strada abbandonate dalle istituzioni a se stesse;
  • riproporre al disponibilità alla collaborazione della rete a qualsiasi altra soluzione deliberata dal Comune che dia finalmente risposta all’esigenza di umanità e di giustizia che le persone reclamano.

Riproponiamo quindi al sindaco e alla Giunta del Comune di Como la nostra richiesta già presentata nel dicembre 2016 e chiediamo che:

  • Il sindaco e la Giunta esprimano la loro scelta politica accettando la nostra proposta di utilizzo a spese della Como solidale dell’area del drop in. Tale scelta è preliminare ovviamente alla questioni tecniche che si pongono solo dopo il parere politico della Giunta circa la possibilità di accoglimento della proposta;
  • Il sindaco e la Giunta comunichino, se non intendono aderire alla nostra offerta, quali altri spazi hanno deciso di mettere a disposizione per l’emergenza umanitaria delle persone in strada costrette a bivaccare in varie parti della città.

Affermiamo che i diritti e la vita delle persone non possono essere sospesi perché ci sono le elezioni amministrative. Ribadiamo che il governo in carica a Palazzo Cernezzi ha la responsabilità umana e politica di affrontare la situazione che riteniamo diventerà ancora più grave nei prossimi mesi. Pensare di lasciare alla nuova amministrazione il compito di dare una risposta alla Como solidale che offre disponibilità e collaborazione dal dicembre 2016 sarebbe irresponsabile.

Ribadiamo infine che il sindaco, responsabile della salute di tutti coloro sono in città, e la Giunta hanno il dovere di agire per l’emergenza umanitaria e che non si tratta solo di dare risposta alla nostra proposta quanto di dare una soluzione al problema che è tutto e pienamente di responsabilità dell’Istituzione».

[Como senza frontiere, Gruppo volontari Sant’Eusebio, Migranti e sanità, Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti]

 

 

Un commento su “Como solidale/ Intollerabile vergogna le persone costrette a dormire in strada

  1. ecoinformazioni
    4 maggio 2017

    L’ha ribloggato su comosenzafrontiere.

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 4 maggio 2017 da in diritti, immigrazione, Politica, Solidarietà con tag .

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