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La bella Como vuole il Drop in

La richiesta è stata fatta a dicembre. I primi firmatari erano stati la Rete Como senza frontiere e la Caritas in un documento che proponeva anche la possibilità dell’uso della caserma (perfettamente utilizzabile così come è essendo quasi del tutto inutilizzata e in perfetta efficienza, poi destinata a un faraonico, costosissimo e un po’ bizzarro progetto di spostamento di diversi uffici pubblici, un’impresa milionaria, propagandata paradossalmente come un risparmio.

Se ne è parlato anche in Consiglio comunale, ma non è accaduto nulla. Poi Como senza frontiere ha svolto i primi rilievi tecnici, ha elaborato il progetto di fattibilità lo ha presentato con la disponibilità a essere capofila dell’iniziativa dell’Arci (uno dei principali soggetti italiani impegnati sul tema dei migranti con migliaia di persone accolte). Ora con l’acuirsi della vergogna con centinaia di persone in strada mentre al struttura comunale continua a essere vuota e inutilizzata non solo Como senza frontiere, ma anche altri importanti soggetti come volontari di Sant’Eusebo quelli della domenica della mensa di via Tommaso grossi, l’Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti Associazione Dare (svizzera), Non dimentichiamolo (svizzera) e Firdaus (Svizzera) hanno deciso di non sottostare al gioco del rinvio e hanno concordato di scrivere una lettera al sindaco (leggi la lettera) e di tenere un presidio che ha raccolto molte persone (tra loro don Giusto della Valle, il comboniano padre Luciano, esponenti delle associazioni comasche e ticinesi, dei partiti della sinistra, del M5s)  martedì 11 aprile alle 18 di fronte al luogo negato all’accoglienza.

I solidali non hanno alcuna intenzione di attendere per vedere come andranno le elezioni, ritengono che sia il sindaco e la giunta in carica a dover rispondere.


Infatti fino ad ora neppure una risposta c’è stata, ma solo il rimpallo tra i diversi uffici e assessorati come se il tema dei diritti fosse una questione burocratica e non politica. Il presidio di oggi è l’inizio di una mobilitazione che, con l’unica strada che i promotori conoscono che è quella della nonviolenza e del rispetto delle persone, non sarà tuttavia meno incisiva e potrà essere agita in piazza e anche con esposti alla magistratura. Già on line sul canale di ecoinformazioni tutti i video di Luca Bedetti e Dounia Arrafi dell’iniziativa. Presto on line la galleria delle foto di Luca Bedetti e Dounia Arrafi

Già on line sul canale di ecoinformazioni titti gli altri video di Luca Bedetti e Dounia Arrafi dell’iniziativa. 

Un commento su “La bella Como vuole il Drop in

  1. ecoinformazioni
    11 aprile 2017

    L’ha ribloggato su comosenzafrontiere.

I commenti sono chiusi.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 11 aprile 2017 da in diritti, immigrazione, Politica.

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