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Come nel 2001 a Genova, l’Arci si mobilita contro la guerra

Il Consiglio nazionale dell’Arci, a Roma l’8 aprile, ha approvato all’unanimità un ordine del giorno perché Italia non scelga la strada folle dell’avventura militare seguendo gli interessi dei mercanti d’ami.

«I venti di guerra che in queste ore soffiano in Siria ed in tutto il medio oriente dimostrano il fallimento delle politiche verticistiche portate avanti da i “potenti del mondo”. Nei prossimi mesi prima a Bari e poi a Taormina si riuniranno le 7 potenze mondiali che hanno la pretesa di governare il mondo imponendo con la forza e con la guerra un modello unico di civiltà.

L’Arci propone in Puglia una piattaforma e un ciclo di eventi con diverse forze sociali dal titolo “Molti più di 7” mentre organizza in Sicilia, a Siracusa, il Festival Sabir per costruire momenti e forme di confronto, ascolto e condivisione.

C’è estremo bisogno di cambiare rotta, di tornare a ragionare, ad aprire spazi di discussione.

Dobbiamo riportare la parola pace al centro della discussione politica. Chiediamo al governo Gentiloni di lavorare per la pace, senza giustificare risposte militari od attacchi unilaterali. L’Italia dovrà sempre ripudiare la guerra come strumento di offesa. Chiediamo al Presidente del Consiglio Gentiloni ed al Ministro degli Esteri Alfano di rispettare l’articolo 11 della Costituzione.

Come nel 2001 a Genova oggi il mondo è sull’orlo di una crisi gravissima. Guerra e sospensione della democrazia sono scenari più che possibili. Proviamo a tornare a parlare di pace, tolleranza e solidarietà. Oggi è più che mai necessario ascoltare anche l’opinione e le esigenze di tutte le parti in causa. Allora l’Arci promosse questo cammino, oggi ha il dovere di riproporlo.

Chiediamo a governo e parlamento, anche alla luce della sentenza della Corte Europea, di legiferare in maniera chiara e inequivocabile sul reato di tortura.

Chiediamo la verità, che poi è elemento principe della democrazia, con l’istituzione della commissione d’inchiesta sui fatti di Genova e sulla sospensione e stortura della democrazia perpetrata in quei giorni dagli apparati dello stato. [Consiglio nazionale Arci, approvato all’unanimità]

 

Firme

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 8 aprile 2017 da in Pace con tag .

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