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Binari di confine

 

giocodellocaEsplicitati i termini della nuova politica di blocco alla frontiera sulla linea ferroviaria per Chiasso: «Gli individui dalle fattezze africane o nord-orientali sprovvisti di documenti saranno prelevati dai vagoni, tradotti negli uffici della polizia di frontiera e sottoposti a interrogatorio e perquisizione integrale». Così un documento firmato Regione Lombardia, Trenord, Rampinini, Tilo e Canton Ticino che precisa: «Le operazioni di rastrellamento prenderanno alcuni minuti, Ci scusiamo per il disagio e ringraziamo per la cortese indifferenza».

 

Finalmente delle scuse per i disagi che i pendolari subiscono sulle tratte per la Svizzera. Il consueto gioco di guardie e ladri con inseguimenti vari nei vagoni a ridosso del confine; il pittoresco giocare a nascondino con anche l’utilizzo dei tetti, come sui caratteristici treni indiani; l’esperienza quotidiana di chi prende i treni diretti verso la Confederazione elvetica, sono finalmente esplicitati. I volantini plastificati, appesi con fascette su poltrone e appendini sui treni locali fra Ticino e Lombardia, precisano che i fermati: «Una volta riconsegnati alle autorità italiane, verranno rilasciati a Ponte Chiasso con un decreto di espulsione o caricati sui pullman forniti dalla ditta Rampinini S.r.l. e deportati a Taranto». E come il Gioco dell’oca ci insegna: «Da lì potranno riprendere il viaggio verso nord per ripresentarsi nell’arco di pochi giorni oppure essere sfruttati nelle colture locali».

Niente “buonismo”, alla fine le autorità hanno esplicitato la politica ufficiale nei confronti dei disperati che premono sulla frontiera svizzera. Basta con intellettualismi vengono disvelate le reali condizioni e da ultimo viene riconosciuto l’impiccio che lo stato attuale delle cose crea ai poveri pendolari.

Ma davvero? Fortunatamente no. Si tratta di una provocazione di un gruppo denominato 6 senza frontiere che, copiando la grafica ufficiale e unendo enti pubblici e società private, ha voluto scuotere le coscienze di chi prende i treni fra Milano e la Svizzera, destando dal torpore e dall’indifferenza chi ormai si è assuefatto alla situazione drammatica di chi cerca, rischiando anche la vita e a volte perdendola, di passare il confine sperando in un futuro migliore.

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Questa voce è stata pubblicata il 24 marzo 2017 da in Antirazzismo, como, diritti, immigrazione, mobilità frontaliera, Politica, Razzismo, Società.

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