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Commemorazione e sinergie contro la frontiera assassina/ I comboniani mettono a disposizione spazi per l’accoglienza ma non vengono usati


Un centinaio di persone hanno voluto dare al giovane maliano ucciso dalla frontiera italo-svizzera almeno il diritto a essere commemorato. Lui fulminato dalla linea ad alta tensione toccata  sul tetto di un convoglio ferroviario si ribellava alla violenza assassina che non permette a centinaia di migliaia di persone di valicare confini aperti alle merci, ma veri e propri muri per gli essere umani a cui vengono negati i documenti necessari a attraversarli. La manifestazione iniziata alle 14,30 a Balerna è arrivata alla Stazione San Giovanni di Como alle 15,15 e dal luogo simbolo (contemporaneamente) dell’incapacità delle istituzioni di affrontare il flusso di migranti e dell’attivismo umanitario di tante e tanti per mettere almeno una pezza all’inadeguatezza di chi avrebbe dovuto occuparsene.

Un breve, silenzioso corteo  ha raggiunto la chiesa di Sant’Eusebio, uno dei luoghi dove i migranti hanno trovato umanità invece che indifferenza. Cento persone si sono quindi radunate per la commemorazione del giovane maliano che si è svolta su diversi piani: quello dei discorsi ufficiali tanto corretti quanto anodini, quello della preghiera dei cristiani e degli islamici, quello del confronto tra le attività delle organizzazioni svizzere impegnate (ostacolate dal governo come in Italia) per affermare che nessun essere umano è straniero e per concretamente evitare ciò che è già successo due volte visto che sabato un altro migrante è stato fulminato e versa in gravissime condizioni. A coordinare il tutto don Giusto della Valle con la sua straordinaria e preziosa capacità di tenere insieme carità e politica, chiarezza delle responsabilità e pacatezza, laicità e fede.

Tra gli interventi “italiani” particolarmente intenso quello di Abramo Francescato, portavoce di Csf, e quelli di  migranti ospiti delle strutture di accoglienza comasche; tra gli svizzeri quelli di un giovane migrante dell’associazione Senza voce e quello di Paolo Bernasconi dell’associazione Posti liberi. Dopo la commemorazione si è svolta una riunione delle realtà impegnate per i diritti dei migranti che ha rinsaldato i legami, progettato nuove iniziative in sinergia tra Italia e Svizzera e si è conclusa con la drammatica notizia confermata da Paolo Bernasconi che il muro svizzero contro il diritto alla libera circolazione è ancora più solido e Como dovrà  predisporre interventi visto che i migranti saranno inesorabilmente respinti. Ulteriore elemento di preoccupazione è stato confermato da Flavio Bogani che ha ricordato che tra 15 giorni chiude il dormitorio di Sant’Eusebio e quello dell'”emergenza freddo”. Intanto i Comboniani comunicano di aver da due mesi messo a disposizione della Caritas un locale che potrebbe dare riparo a una sessantina di persone, ma la proposta non è stata ancora accolta. I partecipanti alla riunione hanno anche concordato di svolgere un impegno comune in Svizzera e in Italia perché le vittime della frontiera assassina abbiano dignitosa sepoltura chiedendo al Comune di Balerna e a quello di Como di farsi almeno carico delle spese. Il Consigliere comunale Luigi Nessi ha assicurato la sua disponibilità a presentare la proposta nel Consiglio comunale di Como del 20 marzo. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Guarda sul canale di ecoinformazioni i video di tutti gli altri interventi.

Un commento su “Commemorazione e sinergie contro la frontiera assassina/ I comboniani mettono a disposizione spazi per l’accoglienza ma non vengono usati

  1. ecoinformazioni
    19 marzo 2017

    L’ha ribloggato su comosenzafrontiere.

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Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 19 marzo 2017 da in Antirazzismo, diritti, Pace, Persone, Politica con tag .

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