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Trasparenza e dialogo a Inverigo

Martedì 14 marzo si è tenuta nella Sala consiliare di Inverigo, una assemblea pubblica che ha visto i componenti del Consiglio comunale (maggioranza e opposizione) a disposizione della cittadinanza per risposte a quesiti, richieste di chiarimenti, e informazioni varie. In vista dell’inaugurazione delle dirette streaming dei consigli comunali previste dal mese prossimo, si è trattato di un altro passo dell’amministrazione guidata da Giorgio Ape nella direzione della trasparenza della macchina comunale nei confronti della cittadinanza.

Cittadinanza che come spesso avviene ha risposto in buon numero, e con domande e richieste di spiegazioni bipartisan (dato che gli argomenti più scottanti affrontati,  Castello e area Victory si trascinano da anni se non decenni, e hanno attraversato diverse amministrazioni, tuttora rappresentate in consiglio comunale grazie alla presenza degli ex sindaci Riboldi e Bartesaghi).

Piuttosto intricata la prima vicenda affrontata, quella del Castello di Inverigo, in ristrutturazione da anni con lavori che procedono a singhiozzo, inadempienze da parte dell’impresa, mancata escussione di fidejussioni da parte del Comune, rinegoziazioni tra le parti, sullo sfondo dell’intervento di recupero di uno dei gioielli della cittadina, che ha rischiato di trasformarsi (e in parte si è trasformato) in ecomostro, con le opere realizzate negli scorsi anni sul versante ovest.

Paradossalmente più lineare, o almeno in fase di chiarimento, la vicenda Victory dove è in via di definizione l’ammontare dell’importo che il Comune dovrà versare alla controparte a seguito della quarantennale vicenda giudiziaria, quantificato dal Comune in circa 7 milioni 800 mila € a fronte degli 8 milioni 700 mila pretesi da Victory. Le risposte alle domande del pubblico sono servite a delineare alcuni dettagli del piano di rientro decennale definito dall’amministrazione (che prenderà l’avvio col bilancio in approvazione nelle prossime settimane) che dalle anticipazioni fornite non sembra quel piano “lacrime e sangue” che si poteva temere, almeno dal punto di vista del cittadino medio; punti cardine del piano sarebbero infatti l’innalzamento dell’aliquota IMU sulle seconde case al massimo livello (come già avviene in buona parte dei comuni circostanti), e l’utilizzo spalmato sui 10 anni dei circa 2 milioni accantonati nel corso degli anni per far fronte a un esito sfavorevole della vertenza; di minore entità alcuni interventi di riduzione dei costi o aumenti di tariffe, ad esempio sul trasporto scolastico (che potrebbe però vedere una riduzione dei costi qualora decollasse un altro dei progetti dell’amministrazione Ape, quel Pedibus che dovrebbe partire in via sperimentale nelle prossime settimane). L’impressione è che un sapiente mix di interventi sui ceti più abbienti (seconde case), riduzione costi di forniture (mensa scolastica) e utilizzo degli accantonamenti, potrà minimizzare l’impatto sulla cittadinanza di una sentenza che aveva creato non poche preoccupazioni; forse solo simbolica rispetto alle cifre in gioco, ma significativa a livello di impegno, è la prevista riduzione degli emolumenti degli amministratori comunali.

Sono poi state affrontate questioni che impattano (o che danno l’impressione di impattare, a seconda delle sensibilità) in maniera più immediata sulla vita quotidiana dei cittadini, come quelle dell’accattonaggio molesto, o dei problemi legati alla viabilità e alla sicurezza stradale. Alcuni di questi temi sono stati riportati dalla cittadinanza in maniera vivace o quanto meno partecipe, ma non ha avuto torto il Sindaco nel sostenere che purtroppo buona parte delle criticità da essi derivanti sono legate a comportamenti soggettivi difficilmente gestibili a livello istituzionale (pur facendo presente l’interesse e impegno delle istituzioni nei confronti di queste problematiche).

In conclusione l’assessore alla Pubblica Istruzione Alessandra Trevisani ha sensibilizzato i presenti nei confronti, oltre che del Consiglio Comunale della sera successiva, anche dell’incontro di giovedì 16 marzo a conclusione del ricco programma di iniziative legate alla festa della donna (ulteriore esempio di come, anche in una piccola cittadina, la sensibilità di una amministrazione progressista possa orientare l’offerta anche culturale dell’istituzione nei confronti del cittadino, quando non ci si limiti a considerare la gestione della Cosa Pubblica come un mero aspetto ragionieristico). [Federico Brugnani, ecoinformazioni]

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Questa voce è stata pubblicata il 16 marzo 2017 da in Politica con tag .

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