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Rifondazione rilancia se stessa senza arroccarsi

Con il documento congressuale il Prc di Como dichiara l’obiettivo del «rafforzamento del Partito in termini di tesseramento e di presenza su tutto il territorio provinciale» ma non sceglie una prospettiva semplicemente identitaria anzi in «un quadro di grandi spostamenti e rimescolamenti nello schieramento politico è di fondamentale importanza far sì che l’insieme delle lotte, delle vertenze e dei conflitti sociali in corso trovino anche una rappresentanza politica».

Piena anche l’adesione ai processi di unità della sinistra, non solo dei partiti, ma anche delle idealità che la caratterizzano, come il percorso de La prossima Como e la scelta di essere nelle reti per i diritti con il massimo impegno. «Anche localmente , risulta determinante riunire, intorno a valori comuni , uomini e donne che intendono cambiare la società contrastando le politiche neoliberista, difendendo e applicando la costituzione repubblicana, promuovendo la partecipazione ai processi decisionali». Leggi nel seguito il testo integrale del documento.

«L’Assemblea congressuale del Partito della Rifondazione Comunista di Como, a conclusione dei lavori mette in votazione il Documento Politico della Federazione provinciale.

Il nostro congresso si svolge in una fase segnata prima di tutto dal peggioramento delle condizioni di vita delle classi sociali subalterne, che stanno continuando a pagare la crisi economica mondiale perdendo il lavoro, perdendo potere d’ acquisto, perdendo diritti conquistati con lotte decennali nelle fabbriche e nella società.
La disoccupazione è al 12%, quella giovanile oltre il 40%.

Insieme alla povertà aumentano le diseguaglianze: oggi in Italia l’ 1% della popolazione possiede da sola il 25% della ricchezza del paese, ed il divario tende ad aumentare perché il 10 % più ricco sta avendo un aumento di reddito superiore a quello della metà più povera della popolazione.

Il peggioramento delle condizioni materiali di vita per i lavoratori si accompagna anche al progressivo declino politico e culturale del paese. La partecipazione politica , la condivisione pubblica di ideali di proposte e di orientamenti , che è stata per decenni un elemento fondamentale per la vita democratica, è sparita sia come pratica concreta ma anche come forma di pensiero, di atteggiamento mentale.
La politica e i partiti, almeno come li si considerava a sinistra, intesi come luoghi di elaborazione, di crescita, di partecipazione, appunto, sono stati spazzati via sostituiti da comitati aziendali specializzati nella cattura del consenso elettorale.

La politica nella percezione collettiva è diventata esclusivamente un affare, le competizioni elettorali si giocano con le regole della pubblicità e con la seduzione del cliente- elettore.
Ma sembrano essere in crisi anche quelle proposte basate sul generico rifiuto del sistema dei partiti, perché sotto al demagogico vaffanculo a tutti c’ era poco o nulla, anzi spesso c’erano vecchie pratiche clientelari con , semplicemente, nuovi protagonisti.
Crescono il consenso della lega e dell’ estrema destra xenofoba, unificate da parole d’ ordine razziste e ugualmente impegnate nel fomentare una guerra fra poveri che mette una contro l’altra le vittime vere della crisi attuale del capitalismo mondiale.

Il 4 dicembre 2016 , con la netta affermazione del NO al progetto di controriforma costituzionale proposto in prima persona dall’allora presidente del consiglio Renzi, abbiamo avuto due interessanti segnali. il primo riguarda un aumento sensibile dei partecipanti al voto, in netta controtendenza rispetto agli ultimi anni, il secondo , troppo spesso dimenticato, è che la costituzione nata dalla resistenza è salva e che può continuare l’ impegno per la sua piena applicazione.
la scommessa persa da Renzi ha provocato una minima crisi di governo, con la nascita, di fatto, di un governo Renzi bis che lascia semplicemente le mani libere all’ex sindaco di Firenze per organizzare il suo ritorno in scena, e un piccolo terremoto interno al PD, che per il momento sta avvenendo al livello dei gruppi dirigenti nazionali ma che sarà interessante osservare quando avverrà la conta dei consensi elettorali ma soprattutto la spartizione del corpo del partito.

In un quadro di grandi spostamenti e rimescolamenti nello schieramento politico è di fondamentale importanza far sì che l’insieme delle lotte, delle vertenze e dei conflitti sociali in corso trovino anche una rappresentanza politica.
È in questo senso che, anche localmente , risulta determinante riunire, intorno a valori comuni , uomini e donne che intendono cambiare la società contrastando le politiche neoliberista, difendendo e applicando la costituzione repubblicana, promuovendo la partecipazione ai processi decisionali.

Per queste ragioni il congresso del PRC/SE sta svolgendo un congresso centrato intorno all’identità culturale e politica del partito e alla sua attività strutturata sul territorio.

In particolare il Partito della Rifondazione Comunista rinnova il proprio impegno al fine di creare fronti ampi che contrastino le politiche neoliberiste del Partito Democratico e delle Destre, combattendo le spinte populiste e xenofobe del Movimento 5 Stelle e della Lega Nord.

Proseguiremo l’attività antifascista che ha contraddistinto la nostra federazione provinciale con la partecipazione ai vari coordinamenti antifascisti ed all’Osservatorio Democratico sulle Nuove Destre.
Contribuiremo a contrastare dal punto di vista culturale e politico il dilagare di ogni mentalità mafiosa e di ogni debolezza nei confronti della corruzione e ci proponiamo di rifiutare in ogni modo la partecipazione della criminalità organizzata alla vita politica e amministrativa.

La situazione della cosiddetta emergenza migranti, che ha portato il nostro Partito a stringere rapporti con realtà del mondo cattolico e con tanti giovani che si sono adoperati per garantire – nell’indifferenza delle istituzioni preposte – ai tanti rifugiati in Stazione San Giovanni un’accoglienza dignitosa, ci ha visti protagonisti della Rete Como Senza Frontiere che dobbiamo necessariamente continuare a supportare.

Rilanciamo il legame con le organizzazioni degli studenti ed in particolare con l’UDS con cui abbiamo a lungo collaborato nelle lotte contro l’indegna legge 107, nella denuncia del degrado degli istituti scolastici e nel contrasto al progetto di alternanza scuola-lavoro, nonché nella riaffermazione dell’ istruzione come diritto universale e slegato da logiche di profitto.La relazione con i Giovani Comunisti/e deve continuare ad essere improntata alla massima integrazione dell’attività politica per rafforzare l’attenzione del Partito alle tematiche giovanili.
Il Partito dovrà anche porre la massima attenzione alle problematiche ambientali della nostra Provincia – in particolare alla messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico ed alla lotta all’inquinamento atmosferico – alla tutela dei beni comuni e al contrasto alle grandi male opere.

La rivendicazione sulla sanità pubblica e gratuita e universalmente garantita avrà al suo centro anche il controllo sulle attività dei principali centri ospedalieri della provincia e quello sul destino dell’ area ex s.anna al fine di evitare speculazioni edilizie e gestioni affaristiche della cosa pubblica
Proponiamo di intensificare e potenziare le linee di trasporto pubblico urbane ed extraurbane.

Fondamentale importanza dovrà inoltre rivestire la riqualificazione degli edifici sfitti – pubblici e privati – finalizzata ad affrontare la drammatica emergenza abitativa.
Assistiamo a una escalation degli alloggi sfitti o di residenza secondaria. Per mettere questi beni in circolazione, proponiamo che l’imposta sulle abitazioni sfitte debba essere aumentata e che una tassa punitiva venga istituita sulle seconde case sfitte.

Poniamo infine come obiettivo chiaro il rafforzamento del Partito in termini di tesseramento e di presenza su tutto il territorio provinciale, sostenendo le iniziative dei singoli circoli attraverso una corretta gestione delle risorse economiche e di militanza.

La relazione è stata sottoscritta unanimemente dai membri della commissione». [Guido Capizzi, Cristiano Negrini, Stefano Rognoni,
Pierluigi Tavecchio, Monica Valore]

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Questa voce è stata pubblicata il 14 marzo 2017 da in Politica con tag .

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