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Basta accoglienza fredda/ Como decida/ Csf pronta a dare accoglienza a decine di migranti all’ex Stecav

marcello iantornoComo senza frontiere insiste per ottenere che lo stabile inutilizzato del Comune di Como in viale Innocenzo nei pressi della sede della Polizia municipale sia utilizzato per dare accoglienza notturna ai migranti transitanti che attualmente hanno dalle istituzioni solo un'”accoglienza fredda” e rifugio per la notte in condizioni precarie solo grazie alla disponibilità della parrocchia di don Giusto della Valle.

All’assessore Marcello Iantorno e al sindaco Mario Lucini Csf ha inviato il 15 febbraio un’articolata lettera nella quale si illustra la proposta per la cui fattibilità è fortemente impegnata l’Arci provinciale di Como. Mentre si configura il rischio che le necessità vitali di persone vengano trascurate e interdette dalla burocrazia e indisponibilità a d affrontarle con un’adeguata assunzione di responsabilità, Como senza frontiere afferma una necessità politica e civile per la quale metterà in campo tutta la sua forza per evitare che l’accoglienza fredda sia un marchio infamante per l’intera città. Leggi nel seguito la lettere di AnnaFrancescato, portavoce di Como senza frontiere.

«Gentile assessore,

Facciamo seguito alla lettera consegnata al sindaco Mario Lucini il 17 dicembre scorso, e poi regolarmente protocollata, e all’incontro con lei intervenuto l’8 febbraio presso la sede comunale, per formalizzare la richiesta di concedere lo spazio ex Drop-in di Viale Innocenzo per l’accoglienza notturna delle persone senza dimora e, tra esse, dei migranti in transito che restano esclusi da altre strutture.

Si tratta di una struttura nelle disponibilità del Comune di Como e, in quanto tale, costituisce un vero e proprio “bene comune”, attualmente inutilizzato, appartenente a tutta la cittadinanza; un bene che può essere restituito a un uso collettivo socialmente utile e significativo, motivato prima di tutto dall’attuale urgenza oggettiva.

L’emergenza infatti continua, come dimostrano i dati comunicati quotidianamente da Como senza frontiere, a partire dal dicembre scorso, sul numero importante di migranti senza ricovero che transitano nella nostra città, soccorsi da giovani volontari e ospitati ogni notte presso una parrocchia. È doveroso sottolineare che la particolare durezza del clima di questi mesi invernali mette a rischio la salute di tali persone, costrette a passare buona parte della giornata all’aperto e soggette, in mancanza di riparo notturno, a esiti che possono essere gravissimi, e per di più indegni  della nostra comunità cittadina.

La disponibilità di un’ulteriore struttura di accoglienza notturna è particolarmente necessaria e urgente in questi mesi. Ma le vicende e l’esperienza della scorsa estate ci inducono a ritenere che, per la sua condizione di città di confine e la chiusura delle frontiere, Como dovrà comunque affrontare in modo continuativo flussi di migranti in transito.

Un progetto sull’ex Drop-in va prospettato nella dimensione della rete dei diversi punti di accoglienza che sono attualmente attivi in città, come contributo per ampliarne la capienza e l’articolazione delle specifiche competenze.

Mettendo a disposizione e sostenendo uno spazio pubblico destinato a dormitorio, il Comune compirebbe una scelta lungimirante, atta a ridurre l’impatto delle emergenze, e adeguata al proprio insostituibile ruolo civile e sociale, che include la capacità di adempiere a doveri umanitari.

Nel richiedere la concessione, le sottoponiamo di seguito le linee di massima del nostro progetto di adeguamento della struttura e di gestione dell’attività prevista, prefigurando le modalità e i termini da noi proposti per la concessione in uso gratuito dell’ex Drop-in all’Arci.

Soggetto proponente: Como senza frontiere.

Csf è una rete di soggetti e singole persone, il cui elenco è precisato in calce. La rete, secondo le modalità convenute tra i suoi componenti, con le loro rispettive competenze e disponibilità,  collabora alle diverse fasi di realizzazione del progetto e sostiene Arcinella sua funzione di referente.

Soggetto concessionario: Arci provinciale.

L’Arci provinciale si avvale altresì del sostegno dell’ARCI nazionale di cui è parte e delle competenze dalla stessa Arci nazionale acquisite nell’impegno esercitato in molte realtà del territorio italiano nella gestione dell’accoglienza ai migranti.

Adeguamento della struttura.

Le opere di adeguamento, progettate e certificate da tecnici abilitati, e le relative spese sono a carico del soggetto proponente (Csf) e del concessionario (ARCI) e riguardano:

-il completamento dell’impianto di riscaldamento con caldaia e fan coil;

-l’implementazione dell’impianto docce e del servizio igienico;

-la revisione dell’impianto elettrico, con posizionamento di contatore autonomo;

-l’arredo del dormitorio.

Si segnala che:

-gli interventi progettati prevedono effetti migliorativi e non alterano in alcun modo la struttura;

-le risorse (preventivi, certificazioni, risorse finanziarie e ore lavorative) per la realizzazione degli interventi sono nella disponibilità del proponente e del concessionario grazie a donazioni.

Elementi organizzativi e gestionali.

Il locale ex Drop-in assolverà esclusivamente la funzione di dormitorio per le ore notturne con orario di apertura dalle 20 della sera alle 9 del mattino dopo e previsione di ospitalità per 25 perone, estendibile fino a 40 in caso di grave necessità.

I servizi necessari e previsti sono:

-distribuzione di bevanda calda alla sera (thermos) e di colazione al mattino (thermos e sacchetti preconfezionati);

-eventuale distribuzione di vestiario alla sera e al mattino;

-censimento delle presenze e indirizzamento delle persone verso altre strutture dalle 20 alle 24.

Le persone addette:

-volontari, regolarmente assicurati, con organizzazione di turni che prevedano la costante presenza di due persone per tutto l’orario di apertura, più la collaborazione di altre tre persone nelle ore serali dell’accoglienza e nell’orario della colazione e della distribuzione indumenti.

Si propone che l’affidamento avvenga con autorizzazione all’inizio lavori (su presentazione dei progetti al Comune) e contestuale concessione formale, prevedendo che l’efficacia della stessa e  l’avvio dell’attività siano subordinati alla conclusione dei lavori e all’accertamento della loro regolarità.

Gentile assessore, ci auguriamo che il Comune di Como voglia accogliere la nostra richiesta e siamo ovviamente a sua disposizione per fornire la documentazione necessaria e qualsiasi altro dato le sia utile.

In attesa di un cortese riscontro, si porgono i migliori saluti». [Anna Francescato, Como senza frontiere]

 

[Foto di copertina Gin Angri].

Un commento su “Basta accoglienza fredda/ Como decida/ Csf pronta a dare accoglienza a decine di migranti all’ex Stecav

  1. ecoinformazioni
    18 febbraio 2017

    L’ha ribloggato su comosenzafrontiere.

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 18 febbraio 2017 da in Politica.

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