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Come voglio Como/ Rebbio e Borghi-San Martino/ Idee condivise per rendere migliore un quartiere

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L’incontro di Come voglio Como della sera del 10 febbraio alla scuola primaria di via Giussani a Rebbio è stato un chiaro esempio di quello che il Comune, organizzando l’iniziativa, intendeva con percorso di partecipazione e collaborazione.

pintoLa riunione aveva infatti come scopo raccogliere idee per migliorare il quartiere di Rebbio.
Per conseguire ciò, Antonella Pinto, la referente di zona per Como sud, dopo una breve spiegazione delle fasi in cui si articola l’iniziativa Come voglio Como, ha illustrato le modalità dell’incontro. I partecipanti si sono divisi in gruppi di cinque elementi, scegliere un leader per facilitare la discussione. La referente di zona ha posto tre quesiti a cui i vari gruppi, discutendo, sono stati invitati a trovare più soluzioni. I gruppi cambiavano i componenti a ogni domanda, mentre il leader rimaneva al suo posto e si assumeva il compito di riferire ai nuovi membri le idee raccolte precedentemente.Il primo problema posto dalla Pinto è stato: cosa servirebbe per rendere più vivibili i nostri quartieri e migliorare la socializzazione? Durante la relazione finale dei leader dei gruppi sono emerse soluzioni più o meno simili. Si proponeva di creare luoghi di aggregazione pubblici o privati e multifunzionali per cittadini di diverse fasce di età e cultura, per esempio spazi abbandonati come l’edificio di via Bodoni, o parchi – si è citato il Parco Negretti e quello di Villa Giovio – o di utilizzare edifici adibiti ad altri scopi come le scuole. Si proponeva, sempre per trovare posti di aggregazione, la creazione di orti sociali e la costruzione di una piazza che a Rebbio risulta mancante. Per collegare i vari poli attrattivi del quartiere, poi, si suggeriva di realizzare percorsi pedonali sicuri. Alcuni partecipanti hanno lanciato l’idea di sviluppare  una città policentrica nell’organizzazione degli eventi, in modo che questi non siano indirizzati esclusivamente agli abitanti del vicinato, ma a tutti i cittadini,  così da coinvolgere l’intera Como in un’iniziativa che non si svolge nel centro della città, ma in altri luoghi.
Il secondo quesito posto dalla Pinto, collegato al primo, chiedeva chi coinvolgere per realizzare la prima idea. Una delle proposte principali è stata coinvolgere le persone del quartiere; più precisamente ci si riferiva ad associazioni, scuole, giovani, professionisti, ma soprattutto alla pubblica amministrazione. Alcuni hanno proposto di coinvolgere anche un fundraising, ovvero un “ricercatore di finanziamenti” per delle attività  attraverso  cui animare il vicinato o per la costruzione di nuove infrastrutture.
L’ultimo quesito voleva sapere con quali strumenti si sarebbe potuta realizzata la propria idea e si è pensato essenzialmente di organizzare eventi di vario genere, per esempio La giornata dell’appartamento come ha proposto qualcuno, per favorire un incremento di persone nel quartiere. Un altro suggerimento era di istituire un sistema di divulgazione e informazione, potenziando quelli già esistenti.
L’incontro ha richiesto tempi molto lunghi e per questo a tratti era anche dispersivo, ma ha visto una buona partecipazione dei cittadini che hanno discusso vivacemente tra loro e hanno elaborato proposte concrete per rispondere all’esigenza comune di un miglioramento della vivibilità. [Elisa Scardino, ecoinformazioni]Già on line sul canale di ecoinformazioni tutti i video dell’iniziativa.

 In via Giussani

Dopo quello di Via Giussani, alle 20,30 si è aperto l’incontro di via Fiume, dedicato alla zona Como Borghi/San Martino. Buona presenza di residenti nella zona San Martino – Sant’Agata, poco rappresentata invece la zona Borghi. la tecnica del word cafè ha però consentito anche in questo caso una buona circolazione delle idee e delle esperienze e alla fine la coordinatrice dell’Assemblea di zona, Maria Villa, ha raccolto molte segnalazioni, tra le più significative c’è senz’altro la grande attenzione per il futuro dell’area dell’ex Opp, sulla quale i presenti hanno molte idee (verde, sport, cultura), ben diverse dal campus universitario che ha occupato per tanto tempo il dibattito politico/amministrativo. Sabato mattina è stato dedicato ad una presentazione di tipo più tradizionale, dedicata ai residenti della città murata, zona nella quale l’Assemblea di zona non è ancora operativa. Cristian Pardossi di Sociolab ha fatto una dettagliata descrizione del progetto e poi ha abilmente “facilitato” il dibattito, nel quale gli argomenti più gettonati sono stati la mobilità, con posizioni molto diversificate rispetto alla Ztl, e l’annosa questione della movida, anche in questo caso con posizioni distanti. la professionalità del facilitatore è stata molto utile per incanalare la discussione su binari costruttivi e moderare i conflitti, e tutti i presenti hanno riconosciuto l’utilità di questo approccio collaborativo e dialogante. Infine, nel pomeriggio, il Centro Civico di Piazza Martignoni ha ospitato un word cafe molto vivace dedicato a Camnago Volta e Civiglio, introdotto da Franca Ronchetti referente dell’assemblea di zona di Camnago e facilitato da Chiara Deodato di Sociolab, con un approccio che ha molto valorizzato la coesione sociale che caratterizza questo piccolo quartiere, dove opera un gruppo di volontari civici molto attivo. Non potevano mancare riferimenti al parco della Valle del Cosia appena istituito, molto apprezzata anche la presenza di una docente del Cfp Ial, unica struttura pubblica presente nel quartiere. La raccolta delle idee sulla piattaforma prosegue fino al 5 marzo, ed è interessante notare come, dopo gli incontri di ascolto, si registra un picco di proposte dedicate al quartiere che ha ospitato l’incontro. Segno che l’informatica è importante, ma la presenza fisica, il confronto e la parola lo sono altrettanto. [Massimo Patrignani, ecoinformazioni]

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Questa voce è stata pubblicata il 11 febbraio 2017 da in Politica, Società, urbanistica con tag , , , , .

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