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Mostre/ L’antichità e la modernità di Winckelmann al m.a.x. museo di Chiasso

Tra le personalità storiche che hanno contribuito a modellare l’idea stessa di cultura e di arte sull’orizzonte europeo, Winckelmann gode sicuramente di un posto preminente, talmente importante da essere passato anche a livello scolastico, così che l’abbinamento tra il suo nome e l’arte classica, se non proprio popolare può essere considerato abbastanza diffuso.

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Angelika Kauffmann, Ritratto di Winckelmann

 

Johann Joachim Winckelmann raggiunse questo risultato nel corso di una vita di studio abbastanza breve (nato nel 1717, morì a soli cinquantuno anni, ucciso durante un tentativo di furto), anche se assai intensa (le sue opere, nella prima collezione completa pubblicata in lingua italiana, riempiono ben dodici volumi). Accanto alle sue opere più note, che – appunto – hanno contribuito in maniera determinante a costruire la metodologia storica, ce ne sono alcune che sono rimaste a margine, anche perché considerate incompiute; tra queste, i Monumenti antichi inediti, imponente rassegna visiva sull’arte classica, cui è dedicata la mostra del m.a.x. museo di Chiasso che si apre sabato 5 febbraio 2017. L’opera si presta a un’esposizione proprio per il suo carattere di raccolta di immagini (208 quelle effettivamente inserite nei primi due volumi, ma lo studioso avrebbe voluto dar seguito all’opera con almeno un ulteriore tomo): un progetto straordinariamente moderno e pienamente inserito nel clima culturale dell’epoca, che negli stessi anni conosce la realizzazione delle tavole illustrative dell’Encyclopedie di Diderot e d’Alembert.

Nella mostra, curata da Stefano Ferrari, vicepresidente dell’Accademia Roveratana degli Agiati e tra i più importanti studiosi di Winckelmann in Italia, e da Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del m.a.x. museo di Chiasso, sono esposte tutte le tavole predisposte per la pubblicazione, insieme a numerosi esemplari delle varie edizioni dell’opera, pubblicate tra Sette e Ottocento, e molti volumi di altri autori a dimostrazione della profonda influenza di quest’opera (e, più in generale, del pensiero winckelmanniano) sulla cultura dell’epoca. In più l’esposizione accosta alcuni reperti originali, messi a disposizione dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, partner nell’organizzazione della mostra, in modo che si possa con immediatezza verificare i criteri di traduzione dalla realtà dei “monumenti” all’immagine disegnata, che è ovviamente radicalmente “diversa” e fortemente interpretativa. Infine, c’è anche una piccola sezione per così dire biografica, in cui sono presentati alcuni ritratti di Winckelmann, tra cui una copia di quello dipinto da Angelika Kauffmann (altra personalità fondamentale per comprendere il cambio di paradigma nella valutazione della cultura classica), questa volta sul piano del concreto fare artistico).

L’esposizione di Chiasso è dunque un percorso di ricerca assai approfondito (che presenta molte opere poco note, e alcune addirittura inedite), dedicato a uno snodo centrale del percorso che dalla riscoperta e dalla rivalutazione dell’antichità conduce alla piena modernità: se ne coglie il riflesso proprio nel gigantesco sforzo di “promozione” e di “comunicazione” insito nell’operazione editoriale di Winckelmann, che per il suo obiettivo mise all’opera una squadra di disegnatori e incisori, e si fece produttore in senso stretto (la prima edizione, in effetti, uscì dai torchi “a spese dell’autore”). Certo, la mostra non è facile: la serie di fogli stampati, intercalati con parecchie matrici originali, è opera di studio, e concede assai poco alla fantasia; la maggior parte dei disegni ricade nella categoria del rilievo, piuttosto che in quella dell’illustrazione. D’altra parte, basta lasciarsi prendere dal piacere del dettaglio o, se si preferisce, dalla sete di conoscenza dell’ideatore per apprezzare il senso complessivo dell’operazione, e le curiosità non mancano. In qualche caso, per esempio, l’obiettivo di documentare appieno un’opera induce alla realizzazione di numerose “riprese” da differenti punti di vista: il nostro modo “totale” di guardare (che ci sembra nato con i moderni mezzi di riproduzione e con la loro diffusione via web) trova evidentemente qui la sua origine.

Come ormai ci ha abituato il m.a.x. museo, alla mostra sono affiancati varie occasioni di approfondimento e di incontro: concerti, visite guidate, conferenze, laboratori per i più piccoli.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

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Tre vedute dell’allestimento della mostra di Chiasso

 

J.J. Winckelmann (1717-1768)

I “Monumenti antichi inediti” – Storia di un’opera illustrata

a cura di Stefano Ferrai e Nicoletta Ossanna Cavadini

m.a.x. museo

via Dante Alighieri 6, Chiasso

5 febbraio – 7 maggio 2017

 

Orari: martedì-domenica ore 10.00-12.00, 14.00-18.00, lunedì chiuso

info: 0041 91 695 08 88, info@maxmuseo.ch, http://www.centroculturalechiasso.ch

 

Ingresso

Intero: CHF/Euro 10.-

Ridotto (AVS, AI, studenti, TCS, TCI, FAI SWISS, FAI, convenzionati): CHF/Euro 7.-

Scolaresche e gruppi di minimo 15 persone: CHF/Euro 5.-

Metà prezzo: Chiasso Card

Gratuito: bambini fino a 7 anni, giornalisti, Passaporto Musei svizzeri, ICOM, Visarte, Aiap, associazione amici del m.a.x. museo

 

 

 

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 3 febbraio 2017 da in arte, Senza Categoria con tag , , .

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