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Migranti/ A Lurate Caccivio alla ricerca di fratellanza e soluzioni

lurate-interragire-relatoriSi è tenuta nella serata di mercoledì 1 febbraio nel Centro civico di Lurate Caccivio, molto affollato per l’occasione, l’iniziativa Migranti: ogni uomo è mio fratello, uno spazio di confronto sulla questione migranti a Como. Sono intervenuti don Giusto della Valle, parroco di Rebbio, Serena Arrighi, dell’Osservatorio sui migranti, Elena Canil, dell’associazione Interragire e Annamaria Francescato di Como senza frontiere. Già on line sul canale di ecoinformazioni i video di Elisa Scardino dell’iniziativa.

La serata è stata introdotta da tre video in cui tre migranti raccontano la fuga compiuta dal proprio paese all’Italia, presentando le difficoltà del viaggio e l’insostenibilità dei conflitti sociali in patria. Lo scopo dei filmati era far cadere il luogo comune razzista che vede il migrante unicamente in cerca di arricchimento, a fronte del fatto che nella maggior parte dei casi è costretto a scappare dal proprio paese.

Dopo il video ha preso parola Elena Canil, che ha spiegato che l’iniziativa, giunta al secondo anno, si pone l’obbiettivo di riflettere sulle soluzioni possibili alla situazione di accoglienza partendo dal vissuto dei migranti stessi e dei relatori, che sono stati brevemente presentati.

Il primo a intervenire è stato don Giusto, al quale è stata affidata un’analisi sulla questione di Como in termini generali: la situazione comasca è uscita dallo stato emergenziale per via della diminuzione, dovuta all’inverno, del flusso di arrivi, ma ancora richiede l’intervento della cittadinanza per essere gestita.

Il titolo della serata, Ogni uomo è mio fratello è stato molto apprezzato dal parroco di Rebbio, che ha voluto sottolineare come la fratellanza sia un concetto universale, e ha rimproverato le comunità comasche di migranti per non essere intervenute verso i propri fratelli in stazione San Giovanni la scorsa estate.

Il flusso migratorio, indipendentemente dalle cause in Africa, è inarrestabile, anche perché a un progressivo invecchiamento dell’Europa corrisponde la crescita demografica africana e gli esseri umani si spostano per natura. Dublino III, che blocca i migranti in Italia e Grecia, non può essere la soluzione.

Don Giusto ha concluso citando il Papa, che in un incontro con i centri sociali ha indicato nel denaro, che barrica l’individuo estraniandolo dalla società, la principale spiegazione alla diffusione della paura verso l’altro.

Il dialogo tra associazioni e il confronto tra istituzioni deve essere uno dei mezzi per costruire un futuro di accoglienza e, come dice il titolo dell’incontro anche rifacendosi alla teologia, fratellanza.

Ha preso parola per seconda Serena Arrighi, che ha raccontato come l’incontro tre anni fa con Salem, pakistano di quattordici anni, sia stata per lei la spinta a interessarsi alla questione migranti anche come avvocata.

Arrighi ha citato tre elementi che dovrebbero essere garantiti di diritto ai migranti in quanto esseri umani, rifacendosi alla Dichiarazione universale dei diritti umani: dignità, mobilità e asilo, indipendentemente da provenienza e situazione sociale del paese d’origine.

Prima di cedere la parola, la relatrice ha invitato i presenti a mobilitarsi per evitare che pregiudizi si diffondano a macchia d’olio.

Ultima a intervenire è stata Anna Francescato, che ha spiegato il ruolo svolto dai volontari della cosiddetta “Accoglienza fredda”, che ogni notte cercano e portano alla parrocchia di Rebbio i migranti esclusi dal campo governativo, che non possono stare in strada dato il freddo e l’ordinanza che proibisce il bivacco a Como.

Da ottobre alla fine del 2016 sono transitate a Rebbio 1300 persone, di cui 90 minori.

Conclusi i racconti degli ospiti, è stato aperto lo spazio al dibattito, il cui ha dominato il tema della ricerca di modalità concrete per l’integrazione, ostacolata, nelle parole del sindaco di Lurate Caccivio, dal fatto che la permanenza dei migranti nei centri non sia fissa, fatto che rende difficile il loro inserimento nelle realtà cittadine.

Serve l’intervento dei cittadini anche per sconfiggere le paure che serpeggiano nutrite dall’idea dell’altro, che non si conosce e dunque si teme ingiustificatamente.

Don Giusto ha risposto a una domanda sull’intervento dello Stato nel circuito dell’accoglienza, spiegando che nelle convenzioni tra prefetture ed enti accoglienti le indicazioni sulle modalità di accoglienza sono troppo generiche, e i 34 euro spesi dallo Stato non sono quasi mai impiegati dalle strutture interamente per garantire istruzione ed avviamento al lavoro per i migranti. Manca, anche a Como, un controllo rigido da parte della prefettura.

Serena Arrighi ha spezzato una lancia in favore delle cooperative, soggetti fondamentali per la prima accoglienza e ha ricordato che dopo il primo verdetto emanato dal tribunale il migrante perde la possibilità di appoggiarsi alle cooperative, e si trova di fatto senza un luogo dove vivere. I cittadini devono dunque mobilitarsi per offrire eventuali strutture sfitte o locali disabitati in modo che possano essere utilizzati come dimore per i migranti.

Sebbene all’uditorio sia sembrato incredibile che passino tre anni tra il primo verdetto e l’udienza di ricorso, l’avvocata ha sottolineato che il rischio è che il Parlamento rimuova la possibilità di avere un secondo grado di giudizio, prospettiva quantomeno inquietante, a suo dire, in quanto inibirebbe fortemente la facoltà di difesa.

Ha concluso don Giusto, che ha incoraggiato la formazione di spazi liberi in cui varie realtà possano organizzarsi per intraprendere un progetto unitario di accoglienza e incontro.

Intanto, a Rebbio i migranti respinti dal campo e soprattutto dalla frontiera continuano ad arrivare. [Pietro Caresana, ecoinformazioni]

Già on line sul canale di ecoinformazioni anche tutti gli altri video di Elisa Scardino dell’iniziativa .

Un commento su “Migranti/ A Lurate Caccivio alla ricerca di fratellanza e soluzioni

  1. ecoinformazioni
    2 febbraio 2017

    L’ha ribloggato su comosenzafrontiere.

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Questa voce è stata pubblicata il 2 febbraio 2017 da in immigrazione con tag , , , , .

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