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Nigeriani/e in pericolo

telegramma-questuraFilippo Miraglia, vicepresidente dell’Arci, denuncia in un post l’avvio della caccia ai nigeriani tramite un incredibile telegramma emanato dal Ministero dell’interno alle Prefetture. Il pericolo di gravissime violazioni dei diritti umani è evidente anche nel territorio lariano. Se il Ministero compie atti di questo tipo, le Forze dell’ordine, che spesso tamponano con la loro umanità,  attenzione ed elasticità l’effetto di normative ingiuste e potenzialmente assassine, non potranno che eseguire il diktat del governo.

Un allucinante telegramma del direttore generale della polizia di frontiera Pinto dello scorso 26 gennaio, chiede alle questure di lanciare la caccia ai nigeriani e alle nigeriane presenti sul territorio italiano. Il telegramma, uno strumento indicativo della fretta con la quale il ministero dell’interno vuole procedere al rastrellamento di 45 uomini e 50 donne, ha il chiaro obiettivo di dimostrare 1. che l’accordo con la Nigeria è utile e funziona, 
2. che i CIE servono, come dice il Ministro Minniti, quindi che bisogna aprirne altri
3. Che il governo fa sul serio e riempie un bel charter diretto in Nigeria con 95 irregolari e chissà quanti poliziotti
4. Che per arrivare a questi obiettivi e “dare un segnale” siamo disposti a sacrificare le persone (45 uomini e 50 donne), i loro diritti e le disposizioni contenuti nella legge.

Si tratta infatti di una azione di espulsione collettiva, vietata dalla legge, fatta sulla base della nazionalità, quindi discriminatoria, a prescindere, come direbbe Totó, dalle condizioni delle singole persone. Rintracciare sul territorio 95 persone provenienti dalla Nigeria che sono in posizione irregolare, quindi uomini e donne dalle pelle nera che non girano con un cartello con scritto “nigeriano irregolare in attesa di espulsione”, vuol dire procedere a veri e propri rastrellamenti. 
La posizione irregolare,ammesso che sia corretta, ma non lo è per niente, una azione contro persone provenienti da un Paese, va valutata caso per caso e non può essere oggetto di un provvedimento collettivo ad hoc che ha il senso di una persecuzione.
Da ultimo andrebbe ricordato a Pinto e al Ministro Minniti, e forse qualche parlamentare farebbe bene a farlo con una interrogazione urgente, che in Nigeria c’è Boko Haram e che la tratta di donne provenienti da quel Paese non è una invenzione del buonismo e che la legge tutela i richiedenti asilo. [Filippo Miraglia, Arci nazionale]

Un commento su “Nigeriani/e in pericolo

  1. ecoinformazioni
    1 febbraio 2017

    L’ha ribloggato su comosenzafrontiere.

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Questa voce è stata pubblicata il 1 febbraio 2017 da in giustizia, immigrazione, legalità con tag , .

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