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Diritti migranti/ Punto critico

facciamo-il-punto-migrantiAlla Parrocchia di Rebbio, la sera del 30 dicembre, si è tenuta l’assemblea Facciamo il punto?, organizzata dai volontari della ex mensa di Sant’Eusebio per discutere le difficoltà che si sono cerate dentro e fuori del Campo governativo gestito da Croce rossa e Caritas. All’incontro hanno partecipato anche attivisti impegnati per i migranti in altre reti e singoli volontari.

Nell’aprire l’assemblea Chiara Bedetti ha riportato i dati relativi al campo: sono 341 i migranti ospitati nei container e 120 hanno il diritto teorico ad entrarci. Nell’ultimo periodo sono aumentati nel campo i nuclei madre-figlio, come anche i minori non accompagnati. Fuori dunque ci sono prevalentemente adulti e ragazzi.

Dopo aver fatto il punto sono state introdotte le quattro realtà che si sono formate dopo l’apertura del campo che contano ex membri della Mensa di Sant’Eusebio: i Camerieri del Sorriso e il Presidio medico, che operano nel campo, l’Animazione e lo sportello informativo degli avvocati, che operano all’esterno.

Si è poi aperto il dibattito, imperniato sull’ambigua situazione dei volontari interni al campo, che si trovano a soffrire, per via dei turni, la mancanza di continuità assistenziale, resa difficoltosa anche dal fatto che il Prefetto non abbia messo a disposizione dei mediatori culturali. Ci si trova, giocoforza, a dialogare con un’istituzione che ha come fine ultimo rendere Como una città inappetibile per i migranti, ma non si ha sufficiente forza per instaurare con essa un rapporto di confronto che possa portare a un cambiamento.

Sta venendo seriamente valutata la possibilità di formare un’associazione, ma alcuni dei presenti hanno manifestato la loro perplessità.

 

Un altro problema si è rivelata la coincidenza di due situazioni complesse: il flusso migratorio e l’emergenza freddo, che inizia ufficiosamente il 1 dicembre. Gli spazi comunali destinati a ospitare i senza dimora per un ricovero di quindici giorni sono già pieni e alle cifre attuali vanno ovviamente aggiunte quelle dei migranti, che non possono essere abbandonati per strada. Gestire queste due situazioni diventerebbe più facile, hanno concordato i presenti, se ci fosse una maggiore relazione tra i vari enti assistenziali.

Nel corso del dibattito si sono però anche sollevate delle voci critiche, che hanno sottolineato come l’assistenzialismo non possa sostituire un’analisi della situazione e una riflessione che porti a una prospettiva comune da cui partire per opporsi alle dinamiche in corso a Como. Alcuni tra gli stessi volontari hanno sollevato il dubbio di essere parte di un sistema che rifiutano, ma di non avere, singolarmente, i mezzi per opporsi ad esso.

Sono state anche lanciate due iniziative, una l’incontro Accoglienza fredda, organizzata da Como senza frontiere alle 18 del 5 dicembre nella sede de L’isola che c’è a San Rocco sul problema dei tanti migranti che non vengono accolti al Campo e una organizzata dai alcuni partecipanti all’ex Infopoint, ora firmatisi come Yallah Como, per un approfondimento della situazione comasca il 6 dicembre allo Spazio Gloria in via Varesina 72 a Como.

Intanto, i migranti continuano ad arrivare a Rebbio, anche nel post-riunione. [P.C., ecoinformazioni]

Un commento su “Diritti migranti/ Punto critico

  1. ecoinformazioni
    1 dicembre 2016

    L’ha ribloggato su .

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Questa voce è stata pubblicata il 1 dicembre 2016 da in immigrazione con tag , .

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