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Campo governativo/ Quattro temi spinosi e tre dubbi

ecoinformazioni-serata-25-11-16-iiiSerata di riflessione il 25 novembre all’oratorio di San Bartolomeo a Como,  proposta da don Christan Bricola, parroco della Comunità pastorale Beato Scalabrini,  insieme ad Alessandro Benati (Croce Rossa Como), Roberto Bernasconi, direttore della Caritas,  Mario Lucini, sindaco di Como. Assente il vice Prefetto Conforto Galli.

In una sala gremita di pubblico (più di 120 persone) si è svolta la serata di approfondimento sul tema dei migranti a Como.

I tre relatori, dopo aver brevemente tratteggiato la storia degli ultimi mesi (dalla situazione nella stazione San Giovanni sino alla creazione del Campo governativo), hanno svolto alcune riflessioni personali, sollecitati anche dai numerosi interventi del pubblico.

Non molte le novità emerse, numerose invece le domande sorte sul futuro della situazione a Como, legata strettamente all’evoluzione dei flussi migratori internazionali e alle scelte politiche che verranno prese a livello europeo.

I temi più spinosi emersi nel corso della serata sono stati quattro:

  • Numeri: a Como sono attualmente ospitati 850 richiedenti asilo accolti nel sistema Sono inoltre presenti circa 250/300 senza fissa dimora (di diverse nazionalità). Gli ospiti del Campo di via Regina (dati al 24/11) sono 324, di cui 213 minori non accompagnati (Msna), 19 donne sole, 55 uomini soli, 17 nuclei familiari (con 15 bambini con età dal 1 mese a 10 anni). Sono inoltre ancora registrate 161 persone uscite temporaneamente dal Campo (che, in teoria, potrebbero rientrare nelle 72 ore). Le persone transitate nel Campo dall’apertura (19/09) sono state 1771. I numeri sono tali che fanno pensare (anche su dichiarazione esplicita dei relatori) che l’attività del Campo sia destinata a prorogarsi ben al di là del 31/12/2016 (data inizialmente prevista per la chiusura) ;
  • Minori stranieri non accompagnati (Msna): il Comune ha attualmente in carico 123 Msna oltre a 55 minori italiani. I 213 Msna presenti al Campo sono attualmente in carico alla prefettura, nell’attesa che la loro posizione venga vagliata (per successiva presa in carico dal Comune di pertinenza). L’interrogativo emerso è di quali risorse verranno fornite il Comune e la Città (comunità di accoglienza, personale qualificato, risorse finanziarie) nel momento in cui dovessero venire assegnati i Msna presenti nel Campo. E’ stato inoltre ricordato (anche dalla rappresentante di Save the Children in sala) dell’esistenza della nuova legge sull’accoglienza dei MNSA (che potrebbe aprire nuove strade per l”accoglienza diffusa”), legge che purtroppo è tutt’ora ferma in Senato in attesa di approvazione;
  • Persone prive del diritto di accesso al Campo (diniegati/ usciti dal circuito di accoglienza/già in possesso del permesso di soggiorno): tema più volte ripreso in serata: tenendo presente che il 70% delle domande di Asilo viene mediamente respinta. Il numero di persone che potrebbero trovarsi prive del diritto di assistenza istituzionale a Como nei prossimi anni potrebbe essere destinato a crescere in modo rilevante. I relatori hanno evidenziato come le attuali leggi in vigore siano ormai obsolete, e che pertanto, al momento, di fronte a queste situazioni, l’unica risposta attualmente possibile sia quella umanitaria. Tuttavia, ad oggi, a fronte delle 250/300 persone senza fissa dimora presenti a Como, e alle 50/60 persone presenti ogni notte fuori dal Campo, i posti disponibili a Como per l’ospitalità notturna sono solamente 150 (compresa l’emergenza freddo di prossima apertura). Al momento (salvo sviluppi, anche inattesi, dei prossimi giorni/mesi) non si intravede la possibilità di creare nuove strutture…
  • Campo, fuori e dentro: è stata sollevata, sia dalla Caritas che da Save the Childern, l’esistenza di tensioni tra i volontari che hanno scelto di entrare/ collaborare nel Campo e i volontari che hanno fatto altre scelte (naturalmente con l’invito da parte della Caritas di superare tale dicotomia)

La serata, utile per fare il punto della situazione, lascia tre dubbi su cui interrogarsi:

  1. è stato ribadito più volte nel corso della serata come il Campo debba essere considerato parte della dimensione comunitaria comasca, e che pertanto non debbano esistere preclusioni verso chi lo gestisce e verso chi collabora. Non si può tuttavia non interrogarsi su come il Campo possa essere diventare un luogo inclusivo sino a quando verrà governato da regole esterne a quelle che regolano il resto della comunità (ossia da un regolamento prefettizio, i cui dettagli peraltro non sono mai stati resi pubblici)
  2. Rimane il problema insoluto di come gestire l’”emergenza notte” di tutte quelle persone (ormai arrivate a più di 50) che ogni sera si trovano fuori dal Campo senza aver un luogo “ufficiale” dove poter andar a dormire
  3. Il percorso estivo della “bella Como” sembra ormai arrivato ad un punto di svolta. L’eredità positiva non sembra destinata a spegnersi (lo testimonia anche la forte presenza di pubblico della serata): resta tuttavia da capire come/dove/con chi proseguire l’esperienza.  [d.f. per ecoinformazioni]

Un commento su “Campo governativo/ Quattro temi spinosi e tre dubbi

  1. ecoinformazioni
    26 novembre 2016

    L’ha ribloggato su comosenzafrontiere.

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Questa voce è stata pubblicata il 26 novembre 2016 da in Senza Categoria con tag , , , .

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