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Ambiente/ Segnali di cambio di direzione

direzione-580x333Spesso cambiare passo può significare accelerare nella direzione sbagliata o rallentare in quella giusta. Al contrario cambiare direzione se non è sempre rivoluzionariamente risolutivo è certamente un’azione innovativa. Per questo la scelta fatta dall’amministrazione Lucini, e dall’assessore all’ambiente Magatti in particolare, di invertire la direzione del centrodestra che non aveva saputo offrire alla città una reale raccolta differenziata nell’interesse di tutti è stata una positiva rivoluzione nonostante l’oggettivo ritardo con il quale la città ha intrapreso tale virtuosa strada mentre l’innovazione andava sempre più concentrandosi verso la non produzione e non più verso il riciclaggio dei rifiuti.

Per una volta quindi, abbandonando mostri lacustri e l’attenzione maniacale verso asfalti e parcheggi, divinità esoteriche che sembrano essere per alcuni essenziali più di acqua e aria, Como finalmente eccelle. Lo dimostra il premio assegnato  alla città di  Como il 24 ottobre dall’Anci-Conai, ottenuto grazie al 68,54 per cento di riciclo nei rifiuti solidi urbani. E mentre Magatti accoglieva il premio a Roma, a Milano un’altra importante partita, animata dall’assessore all’Ambiente, trovava compimento con la firma apposta dal sindaco Mario Lucini sul Protocollo di collaborazione per l’attuazione di misure temporanee per il miglioramento della qualità dell’aria ed il contrasto all’inquinamento. Si tratta di un documento molto articolato promosso da Anci Lombardia e fatto proprio da Regione Lombardia, con l’adesione di Arpa, Città Metropolitana di Milano ed i principali capoluoghi che si propone di affrontare per la prima volta la questione dell’inquinamento dell’aria in modo strutturale, omogeneo, non emergenziale e condiviso in un territorio ampio con automatismi che permettono di agire senza dovere attendere provvedimenti specifici. Ciò costituisce un indubbio passo di razionalizzazione e coinvolgimento delle diverse amministrazione. Nel seguito di questo post trovate il notiziario del Comune di Como che illustra le motivazioni del premio e i punti essenziali del protocollo firmato dal sindaco di Como il 24 ottobre.

«Anci-Conai premiano Como: superato in anticipo l’obiettivo Ue

 

Il Comune avvia al riciclo il 68,54% dei rifiuti urbani. Esempio concreto di “Circular City”

Un Comune virtuoso che nel 2015 ha superato, con ben 5 anni di anticipo, l’obiettivo Ue fissato per il 2020 del 50% di avvio a riciclo dei rifiuti urbani. E’ con questa motivazione che la città di Como è stata premiata oggi a Roma nel corso della presentazione del VI Rapporto Banca Dati Anci-Conai su raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti. Fra i 3.549 comuni – il 13% in più rispetto al 2014 – che hanno raggiunto l’obiettivo “2020” della direttiva europea del 1998, quello di Como si è classificato al terzo posto fra le new entry nella classe demografica compresa tra 50.000 e 100.000 abitanti, con il 68,54% di rifiuti avviati a riciclo.“Questa è l’Italia delle Circular City – spiega Filippo Bernocchi, delegato Anci a Energia e Rifiuti – un sistema virtuoso che nel contesto europeo costituisce sempre di più un modello da imitare. I rifiuti rappresentano l’elemento essenziale nel passaggio dall’economia lineare a quella circolare, una sfida nella quale i Comuni stanno giocando un ruolo di primissimo piano, avendo sviluppato al loro interno un’industria del riciclo efficiente che ha trasformato i rifiuti in una reale opportunità di sviluppo per i territori”.“Un grande ringraziamento ai comaschi innanzitutto – aggiunge Bruno Magatti, assessore all’Ambiente del Comune di Como -Senza di loro, la loro partecipazione, non avremmo potuto raggiungere questo straordinario risultato”. “Siamo partiti con il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti a giugno del 2014 – prosegue Magatti – e già nel primo anno a regime con il riciclo dei rifiuti abbiamo raggiunto il 68,54%. E sono dati certificati da terzi, dall’Osservatorio di Anci e Conai. La città era pronta ad affrontare questa sfida, bisognava solo iniziare e noi lo abbiamo fatto. Ed è un dato doppiamente significativo perché certifica come si stia andando verso una cultura per cui ciò che noi buttiamo si può trasformare in una miniera per tutto il territorio”.A livello nazionale, sale da otto a nove il numero di Regioni italiane che hanno raggiunto, con ben 5 anni di anticipo, l’obiettivo UE del 50% di avvio a riciclo fissato per il 2020: Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Marche, Sardegna e la “new entry” Valle D’Aosta. I Comuni che hanno già superato l’obiettivo della Direttiva Europea sono 3.549, un dato in aumento del 13% rispetto al 2014 e del 58,29% rispetto al 2013. Lo studio evidenzia un lieve aumento (+0,78%) della produzione dei rifiuti urbani nel 2015, che si attesta a 512 kg per abitante, mentre la percentuale di raccolta differenziata (+3,32%) cresce più velocemente rispetto a quella di avvio al riciclo (+1,77%), una forbice dovuta in larga parte alla qualità dei materiali raccolti. Grazie all’incremento delle quantità di rifiuti avviati al riciclo, si sono evitate emissioni di CO2 equivalenti pari a 1.792.064 tonnellate, un dato in aumento del 32,75%.

Inquinamento: Como tra i promotori del protocollo firmato in Regione

L’assessore Bruno Magatti: tra i primi a sostenere la necessità di una politica condivisa

E’ stato firmato oggi dal sindaco di Como Mario Lucini il “Protocollo di collaborazione per l’attuazione di misure temporanee per il miglioramento della qualità dell’aria ed il contrasto all’inquinamento”. E’ stato l’assessore all’Ambiente Bruno Magatti a presentare alla giunta di Palazzo Cernezzi la proposta di sottoscrivere il documento, promosso da Anci Lombardia e fatto proprio da Regione Lombardia, con l’adesione di Arpa, Città Metropolitana di Milano ed i principali capoluoghi. Il protocollo, rivolto a tutti i Comuni lombardi, indica le misure straordinarie che potranno essere attivate in maniera omogenea e sarà in vigore dal 15 ottobre 2016 al 15 aprile 2017. La firma del documento tra Regione, Anci e Comuni aderenti è prevista per lunedì 24 ottobre alle ore 12 a Milano. “Siamo stati tra i primi a sostenere la necessità di una politica condivisa sui temi dell’inquinamento – spiega Magatti – Il percorso che ha portato oggi alla firma del Protocollo è stato avviato un anno fa ed ha visto la partecipazione di numerosi enti ed associazioni. L’auspicio è che ci sia la massima adesione e da parte nostra ci faremo parte diligente affinché anche il territorio comasco condivida questa iniziativa. Maggiori saranno le adesioni e più efficace sarà il provvedimento”. “Ridurre le emissioni inquinanti – conclude Magatti – vuol dire proteggere la salute dei cittadini e tutelare l’ambiente”. Il protocollo stabilisce, tra l’altro, che spetta ai Comuni aderenti dare attuazione alle misure temporanee individuate al verificarsi delle condizioni di superamento continuativo dei limiti degli inquinanti previste attraverso ordinanze sindacali, che vanno redatte sulla base delle rilevazioni sullo stato della qualità dell’aria effettuate da Arpa Lombardia e rese pubbliche da Regione Lombardia sul proprio sito; informare i cittadini sulle misure vigenti sia permanenti che temporanee a tutela della qualità dell’aria; garantire la massima diffusione delle buone pratiche quotidiane a tutela della qualità dell’aria e della salute; potenziare le attività di controllo sull’attuazione delle misure strutturali e temporanee vigenti; rendicontare le attività di controllo svolte alla Regione. Sono quindi previste misure temporanee omogenee per il miglioramento della qualità dell’aria ed il contrasto all’inquinamento locale. Tali provvedimenti, che si aggiungono a quelli già previsti dalla normativa regionale in vigore dal 15 ottobre al 15 aprile, sono:

misure temporanee di 1° livello che si attivano al superamento del limite giornaliero di 50 microgrammi/m3 per sette giorni consecutivi, a partire dal giorno successivo (9° giorno dal primo superamento) dall’acquisizione ufficiale del dato regionale (8° giorno); misure temporanee di 2° livello che si attivano (sommandosi a quelle di 1° livello) al superamento della concentrazione giornaliera per il PM10 di 70 microgrammi/m3 per sette giorni consecutivi, a partire dal giorno successivo (9° giorno dal primo superamento) dall’acquisizione ufficiale del dato regionale (8° giorno).

Le misure temporanee omogenee di 1° livello per i comuni aderenti che appartengono agli Agglomerati e alla zona A (nella quale sono compresi i capoluoghi di provincia) sono queste: estensione delle limitazioni all’utilizzo dei veicoli Euro 0 benzina e Euro 0, 1 e 2 diesel alle giornate di sabato, domenica e ai giorni festivi dalle 7.30 alle 19.30; divieto di circolazione agli autoveicoli diesel Euro 3 non dotati di sistemi di riduzione della massa di particolato allo scarico: per il trasporto persone dalle ore 9.00 alle ore 17.00, per il trasporto cose dalle ore 7.30 alle 9.30; divieto di utilizzo di generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa (in presenza di impianto di riscaldamento alternativo) con prestazioni energetiche ed emissive che non sono in grado di rispettare i valori previsti almeno per la classe 3 stelle; divieto assoluto, per qualsiasi tipologia di combustioni all’aperto (falò rituali, barbecue e fuochi d’artificio, scopo intrattenimento, e così via) non è consentita alcuna deroga; riduzione di 1 grado centigrado del valore massimo delle temperature dell’aria nelle unità immobiliari e nei locali interni di esercizi commerciali passando da 20°C a 19°C con tolleranza di 2°C; adozione di tutti gli accorgimenti necessari mirati al contenimento delle emissioni inquinanti in atmosfera, tra cui la limitazione all’uso di dispositivi che, per favorire l’ingresso del pubblico, consentono di mantenere aperti gli accessi verso i locali interni di esercizi commerciali e conseguentemente a mantenere chiuse le porte; divieto generalizzato ed esteso per tutti i veicoli di sostare con il motore acceso; divieto di spandimento dei liquami zootecnici (non è consentita alcuna deroga); potenziamento dei controlli con particolare attenzione al rispetto dei divieti di limitazione della circolazione veicolare, di utilizzo degli impianti termici a biomassa legnosa, di combustioni all’aperto e di divieto di spandimento dei liquami. Le misure omogenee e temporanee di 2° livello (aggiuntive rispetto a quelle di 1° livello anche se non attivato) sono: divieto di circolazione agli autoveicoli diesel Euro 3 non dotati di sistemi di riduzione della massa di particolato allo scarico nelle seguenti fasce orarie: per il trasporto persone dalle ore 7.30 alle 19.30; per il trasporto cose dalle ore 7.30 alle 9.30 e dalle ore 18 alle ore 19.30; divieto di utilizzo di generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa (in presenza di impianto di riscaldamento alternativo) con prestazioni energetiche ed emissive che non sono in grado di rispettare i valori previsti almeno per la classe 4 stelle. Gli enti locali regolatori di servizi di trasporto pubblico locale, all’attuazione delle misure temporanee di 1° e 2° livello, valuteranno l’introduzione di agevolazioni tariffarie sui propri servizi di trasporto pubblico locale. I controlli relativi all’attuazione delle misure temporanee previste nel Protocollo spettano ai Comuni aderenti.

Dopo il superamento dei limiti di PM10 per almeno 5 giorni consecutivi, in caso di condizioni metereologiche favorevoli all’accumulo degli inquinanti per i successivi 3 giorni, le misure potranno essere attivate già a partire dal settimo giorno. Viceversa, dopo 7 giorni di superamento e in previsione di condizioni meteo favorevoli alla dispersione degli inquinanti per i due giorni successivi, le misure potranno non essere attivate. La sospensione dei provvedimenti si attuerà comunque dopo due giorni consecutivi sotto i rispettivi limiti di 50 g/m3 e 70 g/m3 con acquisizione del rilevamento ufficiale il terzo giorno e conseguente efficacia il quarto». [Dal Notiziario del Comune di Como]

 

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Questa voce è stata pubblicata il 24 ottobre 2016 da in Ambiente, Politica con tag , , , , , .

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