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In mostra a Rancate i legni preziosi

 

La Pinacoteca Züst di Rancate, poco lontano da Mendrisio, continua la sua meritoria opera di indagine sul patrimonio artistico, storico e culturale del Cantone Ticino con una esposizione molto interessante dedicata alla scultura lignea dal Medioevo al Settecento.

Tra le varie tipologie di oggetti d’arte, la scultura in legno era rimasta ancora in buon parte inesplorata, nonostante alcune stimolanti incursioni in anni recenti (come le opere incluse nella mostra sul Rinascimento nelle terre ticinesi, pure presentata a Rancate qualche anno fa, o quelle inserite nell’esposizione sull’iconografia dei santi a Mendrisio) e le non poche catalogazioni condotte in passato nel territorio ticinese. Risulta quindi estremamente stimolante questo nuovo sondaggio, volto per certi versi a riconsiderare alcune opere ormai acquisite agli studi, ma per altri a presentare sculture assolutamente sconosciute, mai viste in mostre e di difficile visibilità anche nelle collocazioni originarie. Così, la “piccola” mostra (Rancate è un museo di dimensioni contenute, ma in compenso di un’atmosfera quasi intima) si rivela densa di scoperte e suggestioni, grazie anche a un arco temporale considerato assai ampio, tale da incontrare gusti molto diversificati.

L’opera più antica è una Madonna con Bambino di fattura romanica, probabilmente della fine del XII secolo, proveniente da Arogno; il confronto con le altre quattro Madonne dei decenni e dei secoli subito seguenti consente uno sguardo non ovvio sui mutamenti della cultura figurativa (e del gusto) nell’area prealpina. Il Crocifisso dell’inizio del Quattrocento, ma ancora intriso di una drammaticità medioevale, proveniente da Olivone, è di grandissima suggestione, nonostante non si presenti in condizioni di conservazioni ottimali.

Il periodo rinascimentale annovera in mostra una delle opere ormai consacrate di questo tipo di scultura, il grande San Giorgio e il drago, da Losone, eseguito da un artefice probabilmente milanese intorno al 1470. Pur già ammirato in precedenza, vale sicuramente la trasferta. Ma non mancano altre opere interessanti, come quelle eseguite nella botteghe di Giacomo del Maino o dei fratelli de Donati, attivi in un ampio territorio ai piedi delle Alpi (compreso quello più prossimo a Como), o come il Cristo portacroce di Lugano, risalente all’ultimo periodo rinascimentale.

Nel Cinquecento la dismissione di molte icone sacre in area ultramontana, ormai passata alla riforma protestante, permise il loro passaggio nei territorio ticinese, ormai passato sotto il controllo dei cantoni svizzeri, ma rimasto cattolico; si possono così apprezzare le numerose figure di uno smembrato altare a sportelli, ma anche un intatto altarino di devozione privata.

Notevole è anche il numero delle statue e degli arredi presentati per i secoli Sei e Settecento, epoche ingiustamente ancora poco valorizzate dal turismo culturale e dalla stessa ricerca storico-artistica. La mostra di Rancate ha il grande merito di provare a restituire unità culturale sul lungo periodo a all’area ticinese (o, se si preferisce, svizzera di cultura italiana) che proprio nei secoli tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’epoca contemporanea è stata un laboratorio artistico di primaria importanza anche a livello europeo.

La mostra è allestita secondo il progetto dell’architetto Mario Botta, che non mancherà di suscitare commenti, per le scelte coloristiche: le sculture sono tutte montate contro uno sfondo nero, ma sono impaginate con piatte quinte di conglomerato di legno dai colori anche squillanti (azzurro, indaco, rosso, lilla …). Una scelta fortemente segnata dalla contemporaneità, ma che intende rapportarsi in maniera rispettosa con la tradizione artistica.

Infine, una notazione locale, ormai di prammatica quando si vedono mostre di questo interesse a pochi chilometri da Como, rivolte all’indagine di un territorio affine a quello comasco, anche se separato da una frontiera: è mai possibile che queste cose si possano fare a Rancate (Rancate! non Parigi o Zurigo, e nemmeno Lugano…) e non a Como. Quanti “legni preziosi” aspettano nelle chiese del territorio comasco di essere scoperti, studiati e valorizzati. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Alcune immagini dell’allestimento

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Legni preziosi. Sculture, busti, reliquiari e tabernacoli dal Medioevo al Settecento

a cura di Edoardo Villata

Pinacoteca Cantonale Züst

 

Rancate

16 ottobre 2016 – 22 gennaio 2017

Orari: martedì-venerdì ore 9.00-12.00, 14.00-18.00; sabato, domenica e festivi 10.00-12.00, 14.00-18.00; lunedì chiuso

Ingresso

Intero: CHF/Euro 10.-

Ridotto (pensionati, studenti, gruppi): CHF/Euro 8.-

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 17 ottobre 2016 da in arte con tag , .

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