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Alla Commissione sui migranti non si presentano Cri e Caritas

commissione-3La riunione della Commissione terza del Consiglio comunale di Como del 12 ottobre a Palazzo Cernezzi ha offerto all’assessore alle Politiche sociali l’occasione per smettere l’abito del parafulmini (con il rischio che il lavoro sottotraccia sia scambiato per assenza e disinteresse) e ha reso evidenti le difficoltà esistenti tra Comune e Prefettura e tra Amministrazione comunale e Ats (quella che prima si chiamava Asl).

E problemi ce ne sono anche tra il Consiglio comunale di Como e Caritas e Cri visto che, nonostante l’invito alla riunione sia stato regolarmente fatto dal presidente della commissione Gianni Imperiali (Como civica), non si è visto nessuno dei gestori del Campo governativo. Un’assenza davvero inspiegabile e non preventivamente annunciata che ha stupito tutti ed è stata lamentata in particolare dalla consigliera Stefania Soldarini (Como civica) mentre Luca Ceruti (M5s) ha osservato che tale assenza segue quella dei rappresentati di Cri e Caritas, oltre che del delegato del prefetto, alla seconda seduta del Consiglio comunale di Como dedicata agli interventi del consiglieri sul tema immigrazione.

Forse anche per questo Bruno Magatti ha cambiato registro rispetto al suo rigido aplomb istituzionale e ha rivendicato con decisione che il Comune ha svolto un’azione decisiva fin dall’inizio dell’emergenza umanitaria  a Como San Giovanni: «È bene ricordare che la positiva azione del volontariato non avrebbe potuto svolgersi senza la mediazione politica svolta dal Comune». Magatti non dice esplicitamente con chi è stata necessaria la mediazione, ma poi afferma: «15 giorni fa abbiamo scritto una lettera al prefetto per chiedere, nella direzione indicata dalla legge, di mettere a disposizione strutture di accoglienza per minori che potrebbero essere realizzate in sinergia da soggetti del territorio».

Ancora più netto nelle parole dell’assessore il disappunto per i diritti negati ad alcuni migranti per l’azione dell’Ats: «Ci sono almeno 7 ospiti del Campo che sarebbero nelle condizioni per accedere alla protezione prevista dalla legge, ma è necessaria una certificazione medica, che potrebbe essere fatta speditamente dalla Cri presente al Campo, ma l’Ats ritiene di avere su questo competenza esclusiva».

Da Magatti però è venuta anche una buona notizia: il sabato mattina dal 15 ottobre dovrebbe essere possibile offrire ai migranti anche uno spazio per attività sportive.

Per il resto la commissione ha riproposto gli interrogativi già indicati nella mozione depositata lunedì 10 ottobre su trasparenza, libertà di accesso per gli amministratori, garanzie sui servizi realmente offerti e soprattutto per i diritti dei minori non accompagnati. Tutte domande che come è evidente, trattandosi di un campo governativo, vanno fatte al prefetto. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

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Questa voce è stata pubblicata il 12 ottobre 2016 da in immigrazione, Politica con tag , .

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