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Bordo: un passo avanti rispetto al bivacco, ma molte criticità

bordo-campoa-grÈ durata circa un’ora la visita il 10 ottobre alle 14 al Campo governativo di via regina Teodolinda, gestito da Cri e Caritas,  del deputato Franco Bordo che dall’inizio dell’emergenza umanitaria  segue con particolare attenzione l’evolversi della situazione. Con Bordo, accompagnato dal capo gabinetto della prefetto Corrado Conforto Galli e dall’assessore alle Politiche sociali Bruno Magatti (Paco-Sel) ha potuto entrare solo la consigliera comunale Celeste Grossi. Esclusi dalla visita sia il capogruppo di Paco-Sel Luigi Nessi che Marco Lorenzini, coordinatore provinciale di Sinistra italiana, che l’esponente del Forum salute del partito Manuela Serrentino.

Foto Franco Bordo 1Foto di franco Bordo 2Foto di franco Bordo 3Ciò ha dato evidenza alla prima caratteristica del Campo oggetto della visita: l’incomprensibile chiusura alle visite delle rappresentanze politiche locali e la scarsa trasparenza sull’insieme delle attività che in esso si svolgono. Tuttavia, superato il cancello, gli esponenti di Si hanno preferito non calcare la mano sulle polemiche e valorizzare gli aspetti positivi senza tuttavia tacere sulle criticità. Bordo ha parlato nell’incontro con i giornalisti che è seguito alla visita di un clima sereno, di disponibilità da parte degli operatori e di una situazione certamente migliorata rispetto alla situazione osservata nell’accampamento alla Stazione San Giovanni. Si è mostrato tuttavia preoccupato per la ristrettezza delle dimensioni del campo, della difficoltà di svolgere in esso attività di socializzazione, del pericolo che le piogge rendano le già modeste aree comuni un pantano. Appunti sono emersi anche circa il funzionamento dell’ambulatorio che non ha neppur un lavabo per la pulizia delle mani. All’evidenza di ospiti che camminano con scarpe da mare è stato risposto che sono in arrivo calzature adeguate. All’ennesima richiesta di conoscere la definizione amministrativa del Campo e il regolamento  con relative  condizioni di accesso e di allontanamento la risposta è stata la possibilità – data a Bordo e Grossi –  di leggere l’insieme delle norme di comportamento che gli ospiti devono sottoscrivere e che sono ancora tenute riservate all’interno del campo. In esse però non ci sono le indicazioni operative che sono ancora segrete per tutti che riguardano come alle diverse tipologie di migranti corrisponda l’apertura o l’esclusione dal campo e l’allontamento da esso. Riguardo alla durata del Campo la risposta è aperta: se i flussi continueranno la struttura sarà attiva anche dopo la fine della prima convenzione che scadrebbe il 31 dicembre. Le foto scattate all’interno del campo sono di Franco Bordo.

4 commenti su “Bordo: un passo avanti rispetto al bivacco, ma molte criticità

  1. ecoinformazioni
    10 ottobre 2016

    L’ha ribloggato su comosenzafrontiere.

  2. Nicola
    10 ottobre 2016

    altro che “passo avanti”, a mio modesto parere, una vera vergogna e un modo per non dare soluzione al problema ma per accantonarlo creando un ghetto, una piccola prigione ‘ai domiciliari’ come fossero criminali e non persone…
    E la chiusura del campo da parte di CRI – Caritas mi da molto da pensare.
    Un sincero grazie mi sento di farlo a Don Giusto, a Rebbio…
    in lui c’è veramente la volontà di svolgere un ruolo d’aiuto,
    lì c’è vera solidarietà e amore per l’altro…
    A Como nel ‘campo’ no, non mi pare proprio…

  3. Silvia
    10 ottobre 2016

    Nicola, non sono nessuno ma il tono del tuo intervento mi induce a precisare 2 punti: per criticabile che sia, il campo non è una prigione dal momento che gli ospiti possono andare e venire quando vogliono durante il giorno e offre un riparo riscaldato, cibo, controllo sanitario, servizi igienici e docce, il che mi pare meglio di un accampamento; la chiusura del campo ai non-ospiti non dipende affatto da CRI-Caritas, si tratta di un campo governativo che dipende dalla Prefettura. Poi liberi di pensare quello che ciascuno crede ma, possibilmente, sempre stando ai fatti

  4. Anna Padalino
    10 ottobre 2016

    L’immagine riportata nell’articolo sembra rappresentare veramente un carcere… e poi il limite laterale destro del campo, delimitato dai tanti loculi del monumentale!!!! Passando davanti al campo….quanta: polizia, carabinieri, vigili, finanza, non contemporaneamente, ovviamente. Si è fatto tanto: può darsi; si poteva fare meglio: senza dubbio. Elemento importante è
    la presenza dei volontari.

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 10 ottobre 2016 da in diritti, immigrazione, Politica con tag .

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