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Mani libere, mani coinvolte

colomboL’incontro a Lurago d’Erba il 15 settembre con l’ex magistrato di Mani pulite Gherardo Colombo, sostenitore dell’importanza cruciale della pedagogia dell’antimafia. La serata, dal titolo La lotta per la legalità, tra repressione ed educazione, ha aperto la  seconda serie di incontri di 4 colpi alla ‘ndrangheta organizzata dal Circolo ambiente Ilaria Alpi con il patrocinio dei comune di Arosio, cargo e Inverigo . La risposta della cittadinanza è  stata come al solito per il questo ciclo notevole.

Atmosfera: platea nutrita, telecamere, un uomo solo che parla al microfono. E complice questo, complice il mio arrivo in medias res, in leggero ritardo, mi pongo dei dubbi. Sarà questo il magistrato di Mani pulite? Di quell’inchiesta fautrice del crollo della prima repubblica, l’evento epocale che ha marchiato gli anni in cui sono nato io e tanti miei amici? Si sta parlando di famiglia, con tanti riferimenti biblici. Forse ho sbagliato frazione.

Poi inizio a capire, perché più che gli strafalcioni linguistici di Di Pietro e i lanci di monetine, c’è un’altra immagine che prende corpo man mano che la matassa della discussione viene srotolata, ed è quella del giudice Falcone. Sono assolutamente nel posto giusto.

«La legge è uguale per tutti? Ma perché questo principio non si applica? Per mettere in pratica la costituzione non dovremmo avere un papà magistrato, ne va della nostra libertà…». E adesso chiaramente partirà una sventagliata sulla nostra classe politica e dirigenziale, penso. «Dico sempre ai ragazzi, cosa dite a vostra sorella quando tornate a casa e la trovate davanti alla televisione? Dammi il telecomando o ti spacco la faccia, vero? Ecco. La mafiosità è quella zona grigia che impedisce di applicare la costituzione, ciò che succede “in basso” legittima ciò che viene attuato “dall’alto”». Questo partire da assiomi condivisi e ribaltare la prospettiva è il gioco che coinvolge l’uditorio per tutta la serata. È una strategia retorica di chi sa parlare molto intelligente, che stimola l’attenzione e le criticità di chi la pensa in entrambi i modi. «Perché se i genitori adottano un modello educativo punizione/premio, dove si allena nel figlio la capacità di discernere? Vengono forgiati sudditi, o nella migliore delle ipotesi padroni; molto probabilmente si creano violenti». Il passo da mamma naturale a mamma società è breve. La fatica di prendere il problema mafia e gli attivismi da così lontano è ripagata da simili conclusioni. Tutto sommato anche la terminologia cristiana riacquista un suo valore originale, profondamente rivoluzionario, con frasi come “fratello carcerato”, o “non applicare occhio per occhio non significa che si smette di riconoscere il male, ma si focalizza l’attenzione nel liberarne le persone”. «Se il problema sicurezza è una bufala dei media, che occultano il tasso di omicidi, in costante calo da 15 anni, per vendere notizie, sicuramente la perdita di misura sulla violenza è dovuta a una percezione sbagliata della dignità umana. A volte permane solo un asettico senso del decoro». Che è la declinazione nauseabonda della parola “onore” da parte dei mafiosi. Che è ciò che rimane nelle critiche sulla stazione San Giovanni di qualche politicante.

Gli esercizi alla complessità causati dalle frasi di Gherardo Colombo, in una serata che ha toccato davvero tanti punti, hanno scaldato gli animi del dibattito finale. Hanno portato anche a scontri verbali, e qualcuno addirittura ha deciso di non voler più lasciarsi condurre su una simile strada, chiudendosi in un silenzio polemico o abbandonando prima del tempo la sala.

L’incontro si è concluso, ma tante distanze sono state colmate dall’oratore di eccezione. Per il resto, tocca a noi. [Stefano Zanella ecoinformazioni]

2 commenti su “Mani libere, mani coinvolte

  1. Roberto
    19 settembre 2016

    Ringrazio come sempre eco che segue con molta attenzione le iniziative anche in Brianza. Non mi ritrovo molto nel penultimo paragrafo di qs articolo, laddove si dice di “scontri verbali” e “abbandonando prima del tempo la sala”, non mi risulta (ma potrei sbagliarmi; Stefano Zanella ci puoi spiegare meglio, grazie, Roberto

    • Stefano
      21 settembre 2016

      Mi fa molto piacere ci siano pareri discordanti, e che questi mi /ci siano espressi.

      La ringrazio per la lettura e l’attenzione, dal mio punto di vista e la mia posizione a fondo sala (e in mezzo al pubblico), ciò che ha sostenuto Gherardo è stato bello e forte; ho potuto notare nel dibattito un paio di interlocutori che dopo aver preso la parola, negando le sue conclusioni, non l’hanno più ripresa, ma non perché convinti. In alcuni momenti si è smorzato il tono perché Gherardo non ha dato il microfono, ma in un incontro concentrato e denso di un’ora e mezza, mi è sembrato anche per questo che alcuni abbiano lasciato la sala prima della fine.

      Sono uscito insieme a persone che continuavano il dibattito, così ho preso in mano la penna per dire che questo, per me, era un successo. Ovviamente mi riservo la possibilità di aver sbagliato, di essere stato parziale e poco chiaro…sperando di non aver offeso nessuno!

      Grazie per l’appunto, Stefano

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 16 settembre 2016 da in antimafia con tag , .

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