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15 settembre/ Manifestazione dei/delle solidali dell’infopoint

manocomosangiovannifontanaSe fosse possibile mettere a frutto l’energia spesa nella tante manifestazioni svolte negli ultimi giorni per i migranti forse molti di loro potrebbero raggiungere d’impeto l’agognata Germania. Il gruppo di persone che si definisce “I/le solidali dell’infopoint in stazione” che chiama alla lotta il 15 settembre è animato dalle migliori intenzioni: aiutare i migranti in transito rimuovendo gli ostacoli politici che li bloccano a Como.

La proposta tuttavia non sarà largamente condivisa. Infatti la quasi totalità dei soggetti che si prodigano per i profughi ritengono che nella realtà le buone intenzioni si potranno trasformare in un concreto sicuro danno proprio per coloro che si vorrebbe aiutare coinvolgendoli in una mobilitazione contro le politiche dei governi europei che sono certamente l’origine del problema, ma non sono risolvibili nei tempi strettissimi che i migranti hanno per ricominciare a vivere dopo la terribile esperienza di fuga da guerre, violenze e povertà che hanno vissuto. Inoltre la quasi totalità di coloro che vorrebbero fosse garantito il diritto alla libertà di movimento delle persone, senza frontiere e senza deportazioni, vede nel Campo governativo una prospettiva certo non salvifica, ma accettabile, migliore dello sgombero che incombe sull’accampamento di San Giovanni e molto diversa da quella descritta nel documento dei promotori della manifestazione che, senza indicare alternative, la considerano parte di un sistema che imprigiona. Leggi nel seguito il testo integrale dell’Appello per una mobilitazione antirazzista a Como. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

«Il campo istituzionale non è una soluzione

Dai primi di Luglio, quando la città di Como si è trovata di fronte decine di migranti (poi diventate centinaia) bloccate in stazione San Giovanni, moltissime persone e svariate associazioni si sono prodigate nel dare loro assistenza e dimostrare solidarietà.

Entro il 15 Settembre dovrebbe essere messa in funzione una soluzione governativa per riportare i migranti accampati in stazione nel “circuito legale dell’accoglienza”: si stanno infatti installando una sessantina di container nell’area ex Rizzo, all’interno della quale i migranti sarebbero “ospitati”.

Nonostante l’evidente necessità di un riparo più dignitoso del portico di una stazione o, nel migliore dei casi, di una tenda di fortuna, il trasferimento più o meno forzato verso una struttura chiusa, lungi dal risolvere il problema, lo nasconde.

Per chi pensa che questa soluzione sia il meno peggio, diciamo che la creazione di questo campo è del tutto strutturale ad un sistema che imprigiona ed impedisce alle persone di andare dove desiderano.

Se da una parte è apprezzabile il farsi carico dell’aiuto materiale di queste persone, il nostro impegno non dovrebbe limitarsi semplicemente a questo.

La rivendicazione fondamentale dei migranti, mai sufficientemente ribadita, è quella di passare la frontiera: non di dover scegliere tra un parcheggio legale o un girovagare clandestino.

Di fronte ad un sistema politico ed economico che tratta queste persone come merci da dividere, gestire e sfruttare, immagazzinandole in dei container, nascondendole alla vista e nel peggiore dei casi rimpatriandole, e che ne obbliga a migliaia nella condizione della clandestinità, pensiamo sia necessario riuscire ad immaginare una prospettiva che sia radicalmente altra.

Alla luce di tutto questo c’è l’esigenza di alzare una forte voce di protesta.

Ci appelliamo a tutte le persone e tutte le realtà che si riconoscano in questa critica e invitiamo a partecipare con i propri contenuti ad una mobilitazione antirazzista cittadina.

Corteo a Como 15 settembre – ore 19:30 – concentramento stazione San Giovanni». [i/le solidali dell’infopoint]

 

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Questa voce è stata pubblicata il 9 settembre 2016 da in Antirazzismo, Politica con tag , .

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