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Emergenza umanitaria/ Lettera al sindaco

Featured Image -- 52892Un gruppo di volontarie e di volontari impegnati per l’emergenza umanitaria alla stazione San Giovanni di Como rivendica l’importanza del lavoro svolto, critica le scelte del governo della città, invita il sindaco Lucini a non appoggiare le iniziative oppressive del ministro Alfano. Nel seguito il testo integrale della lettera e l’elenco di chi l’ha sottoscritta.

 «Questo contributo riflette il pensiero di alcuni volontari coinvolti nelle attività delle mense, delle docce e della stazione di Como.

Le centinaia di migranti che nelle ultime settimane hanno vissuto e vivono presso la stazione San Giovanni hanno mostrato alla città una tragedia globale che caratterizza il nostro tempo e la nostra “civiltà”.

La storia è arrivata a Como.

La città ha risposto mettendo in campo il lavoro quotidiano, spontaneo, responsabile, in gran parte auto-coordinato, di molte persone: un collettivo trasversale ad appartenenze, idee.

Energie e risorse spontaneamente disponibili che, oltre a coprire i bisogni materiali quotidiani di centinaia di migranti – in alcuni giorni più di cinquecento persone – hanno sempre perseguito il dovere umano ed etico di “accogliere” e proteggere, ove possibile, anche dal dolore del cuore i protagonisti di una tragedia.

È stato questo lavoro, umile e costante che ha consentito di fronteggiare l’emergenza, nel vuoto soprattutto dell’amministrazione locale.

Il Comune non è sembrato disposto ad andare al di là dell’ordinaria amministrazione, obiettando di non avere competenze di legge in questo campo e ribadendo più volte di essere volontario tra i volontari, non si è fatto sentire sul campo, non ci risulta abbia utilizzato i fondi a bilancio per far fronte all’emergenza, non ha rivendicato un ruolo né attivo né formale nei confronti del territorio confinante, dei suoi cittadini e rappresentanti.

Di quanti minori non accompagnati, sua inconfutabile competenza di legge, si è fatto carico il Comune?

Come si è espresso il suo” volontariato”? E come le sue molte possibilità discrezionali?

Non ha messo, per esempio, a disposizione i suoi spazi inutilizzati. Tant’è vero che l’area Rizzo è stata requisita dal Prefetto, il Puzzle di Tavernola è rimasto chiuso, la struttura di Via Volta è vuota (di donne e minori, per esempio), i servizi igienici forniti sono inadeguati.

Dei suoi rappresentanti è mancata anche la presenza fisica, la ricerca di un contatto diretto con i migranti in stazione, una parola pubblica socialmente e culturalmente significativa, il coordinamento di un monitoraggio delle presenze e della loro composizione.

Il Sindaco di Como è invitato domani a un incontro con il ministro Alfano, che vuole “liberare” i cittadini e i territori dal problema migranti, riportandoli nei centri del Sud o rimpatriandoli nei paesi d’origine.

Questa chiamata del Ministro e del Premier a Comuni e Regioni attesta la centralità del loro ruolo: non volontari tra i volontari ma soggetti istituzionali tra le istituzioni.

Il nostro Sindaco, a cui riconosciamo lo sforzo di mediazione che ha permesso di evitare lo sgombero, si appresta ad avallare le scelte del Ministro dell’Interno o dirà qualcosa di diverso, sostenendo lo spirito di accoglienza che ha espresso la gran parte dei suoi cittadini?

Invitiamo il Sindaco Lucini a non saldare la nostra città alle scelte di una governance ottusa e spietata. La stessa che ha contribuito al dramma in atto con le leggi e le normative nazionali ed europee in materia che noi tutti riteniamo ingiuste – e a volte perfino demenziali anche dal punto di vista dell’efficienza amministrativa -.

Certamente non possiamo fare diretta pressione per ciò che riguarda le politiche predatorie delle multinazionali nei paesi di origine dei migranti e nemmeno sulle lobby delle armi per impedirne la vendita a dittatori e a milizie paramilitari.

Chiediamo però al nostro Sindaco di prendere fattivamente le distanze da scelte scellerate, qual è tra l’altro l’accordo bilaterale Italia Sudan del 3 agosto, che prevede l’espulsione forzata dal territorio italiano e il rimpatrio dei sudanesi, l’incarcerazione temporanea in Sudan dei profughi in transito in quel Paese governato da Omar Al Bashir, condannato dalla corte penale internazionale per genocidio, crimini di guerra, crimini contro l’umanità.

Accordo che si avvale di 155 milioni di euro del Fondo Fiduciario Europeo per i flussi migratori, che finanzieranno probabilmente le forze paramilitari Rsf di Al Bashir e la sua dittatura.

Chiediamo al Sindaco di lavorare perché i migranti arrivati a Como non siano condannati a nuove e dolorose deportazioni al Sud, per reiterare poi un’odissea sfibrante. Perché siano informati e tutelati, perché l’accoglienza si concretizzi civilmente in residenze, nell’attesa che le loro aspirazioni ai ricongiungimenti familiari o al raggiungimento di altre destinazioni europee vengano seriamente prese in considerazione, le une con procedure e assistenza adeguate, le altre da nuove normative.

Gli chiediamo infine di farsi carico, anche per noi, di una piccola parte dell’enorme debito che l’occidente ha contratto con l’Africa, e non solo, dalla deportazione degli schiavi, al colonialismo e al neocolonialismo, sfruttando le sue popolazioni, le sue risorse e devastandone l’ambiente, un debito che cresce ogni giorno senza argini normativi, rafforzato anzi oggi dalle politiche europee di contenimento delle migrazioni». [Rossana Vittani, Fausta Bicchierai, Alberto Molinari, Francesco Cavalleri, Marta Pezzati, Martina Monti, Ilaria Inserra, Chiara C. Favero, Bianca Tarallo, Susanna Redondi, Mariella Colzani, Giancarla Angelina, Silvia Luraschi, Serena Scionti, Davide Giudici, Alberto Clerici, Graciela Desimon, Amanda Cooney, Raffaella Macorin, Franca Molinari, Ranieri Paladino, Alessandra Migliore, Francesca Theodoli, Davide Martinelli, Massimo Bianchi, Flavio Bogani, Maria Lucini, Paola Zanella, Debra Dolinski, Letizia Torelli, Mariano Bellasio, Vincenza Osnato, Manuela Bianchi, Emanuela Tagliabue, Oriana Marelli, Giovanna Montanelli, Stefano Zanella, Laura Radice, Donatella Guerrera, Chiara Bedetti, Alessia Cattaneo, Marilena Balzaretti, Lorenza Rossi, Erica Fontana, Marco Pezzati, Francesca Maternini, Mariantonietta Pini, Carla Giovannone, Gilda Dangelo, Elio Rossi, Cristiano Stella, Franco Pandolfo, Mariagrazia Ballabio, Luciana Frangi, Rosa Maria Mucerino, Mario Dotti, Daniela Morittu, Claudia Basilico, Mariella Speranza, Claudia Cervesato, Lisa Schwalb, Veronica Abrandt, Wahshi Kuhi, Thomas Lindenberg, Cecilia Lindenberg, Eletta R., Lucia Tajana, Luca Fonsdituri, Luca Azzetta, Giuseppina Porro, Barbara Tusca, Giorgio Marelli, Giulia Marelli, Dianora Marabese, Antonella Ravetta, Laura Battello, Maria Rita Molteni, Caterina Padova, Corrado Songia, Valentina Ferrari, Valentina Cagnetta, Maria Luisa Ferrari, Mario Cagnetta, Claudia Frangiacomo, Marco Marelli, Samuela Marzorati, Joern Bargmann, Gudi Bargmann, Valeria Frigerio, Lucia Villani, Giovanni Isella, Cristina Colelli, Adolfa Marzorati, Urbano Zanovello, Giusi Porro, Agnes Duerrschnabel, Claudio Fontana, Maria Gianotti, Raffaella Lecchi,Giusto Della Valle]

 

 

2 commenti su “Emergenza umanitaria/ Lettera al sindaco

  1. ecoinformazioni
    6 settembre 2016

    L’ha ribloggato su comosenzafrontiere.

  2. ENZO arighi
    6 settembre 2016

    SOTTOSCRIVO – SCUSATE IL RITARDO – ARIGHI ENZO

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 6 settembre 2016 da in immigrazione, Politica con tag , .

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