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Emergenza umanitaria/ Elly Schlein: corridoi umanitari

elly shleinElly Schlein, parlamentare europea di Possibile, segue l’evolversi dell’emergenza umanitaria a Como dove ha fatto un breve sopralluogo il 15 agosto. Le abbiamo chiesto di illustrare la sua posizione sul tema dei corridoi umanitari.

«Serve una risposta comune europea. Sono relatrice per i Socialisti e Democratici della riforma del Regolamento di Dublino, e ci stiamo battendo affinché siano messi in pratica i principi di solidarietà ed equa ripartizione delle responsabilità tra Stati Membri che già chiedono i Trattati europei, agli artt. 78 e 80. Incredibile che ad oggi 6 Stati membri su 28 affrontino da soli l’80% delle richieste d’asilo in arrivo in tutta Europa. Il Parlamento ha già chiesto a più riprese un meccanismo automatico, permanente e obbligatorio di condivisione delle responsabilità su chi chiede protezione internazionale.

Ma non illudiamoci che una migliore distribuzione a livello europeo sia sufficiente: non risolveremo questa situazione drammatica e non toglieremo le vite di queste persone dalle mani dei trafficanti di esseri umani finché non apriremo vie legali e sicure di accesso all’Europa per chi fugge. Altrimenti, se ci disinteressiamo di come arrivano in Europa per esercitarlo, dovremmo concluderne che il diritto d’asilo nell’Ue è praticamente inesigibile.

Il Parlamento ha chiesto in una relazione votata in aprile sull’approccio olistico alle migrazioni, di considerare l’apertura di corridoi umanitari e fare più esteso uso dei visti umanitari, di modo da dare un titolo per viaggiare in modo sicuro fino all’UE, dove poi fare la propria richiesta. Manca solo la volontà politica: dei 22k reinsediamenti promessi a settembre 2015 dai governi europei se ne sono visti solo un paio di migliaia. Nel frattempo in soli 4 mesi il Canada reinsedia sul suo territorio direttamente dai paesi di transito circa 25k siriani. In Italia c’è un progetto europeo della Comunità di Sant’Egidio e della Federazione delle Chiese evangeliche e la Tavola valdese (col supporto del Ministero degli interni) per 1000 persone in condizione di vulnerabilità , che è un piccolo ma grande esempio di cosa si può fare se si vuole davvero evitare altre tragedie in mare, da cui i governi europei dovrebbero imparare molto. Ricordiamo sempre che l’80% delle persone sfollate si trovano in paesi in via di sviluppo. Mentre nel solo Libano vi sono 1,5 mln di rifugiati, è incredibile che l’Ue, un continente di 500 mln e uno dei più ricchi, non riesca a gestire 1,2 mln di richieste d’asilo arrivate nel corso del 2015. Non mancano le risorse, è che prevale l’egoismo dei governi europei che preferiscono lavarsene le mani e lasciare soli i paesi di confine». [Elly Schlein, Possibile]

Un commento su “Emergenza umanitaria/ Elly Schlein: corridoi umanitari

  1. ecoinformazioni
    27 agosto 2016

    L’ha ribloggato su comosenzafrontiere.

I commenti sono chiusi.

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