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Emergenza umanitaria/ Franco Bordo: si muova finalmente lo stato

AR. MIG BORDONella mattina di giovedì 11 agosto Franco Bordo, deputato di Sinistra italiana, è stato a Como San Giovanni per avere un quadro dello sviluppo dell’emergenza umanitaria rispetto alla sua precedente visita, avvenuta il 21 luglio. Ad accompagnarlo nel sopralluogo Marco Lorenzini, coordinatore provinciale di Sel Como, Celeste Grossi, consigliera comunale per Paco-Sel e Manuela Serrentino del Forum salute di Sel.

Arrivato intorno alle 11.40, Bordo ha potuto rendersi conto che la crisi è ben lontana dall’essere risolta, date le difficoltà che le organizzazioni di volontariato attive sul campo e le istituzioni comasche stanno incontrando per affrontare senza un intervento del governo l’emergenza umanitaria in corso oramai da un mese

Come ha riferito Celeste Grossi, pur avendo i migranti il diritto alla protezione internazionale perché provenienti dal Corno d’Africa molti di loro sono stati già identificati ed essendo scappati dalle strutture di accoglienza italiana, mantengono il diritto a restare in italia ma perdono quello all’assistenza.

Una grosso problema è la collocazione dei container, il cui arrivo futuro sembrerebbe ormai cosa certa, ma la cui dislocazione non è stata ancora definita. Tra le opzioni: l’area dismessa sul retro della stazione di Como San Giovanni e l’area dell’ex consorzio agrario, vicino alla stazione ferroviaria di Albate. Rispetto a questa seconda opzione si è riscontrata la perplessità dei migranti che, tramite i loro rappresentanti, hanno manifestato la volontà di non allontanarsi per nessun motivo da San Giovanni, nonostante ad Albate esista un collegamento ferroviario per la stazione di como.

Bordo, che ha incontrato anche Fabrizio Baggi del Prc di Como e Alice Rossi dell’Uds ha espresso il suo disappunto per una situazione che si aggrava progressivamente per via del numero sempre in crescita di migranti e a causa della mancanza di interventi del governo.

Nonostante la lodevole generosità dei cittadini comaschi e di organizzazioni di volontariato, sembra impossibile risolvere la situazione senza l’intervento delle istituzioni nazionali. Viene da sospettare, secondo Bordo, che Svizzera e Italia abbiano un accordo, molto poco chiaro, per cui lo Stato italiano non denuncia né mette pressione alla Svizzera per le incomprensibili politiche alla frontiera ticinese, che portano la maggior parte dei migranti che tenta il passaggio a essere respinta, mentre pochi vengono fatti passare senza un criterio definito e comprensibile. Questo porta a continui respingimenti ingiustificati, ma anche al fatto che i migranti continuino a arrivar in stazione a como con la volontà di tentare la sorte, nella speranza che sia la volta buona.

Bordo ha promesso di continuare a seguire la situazione. [Pietro Caresana, ecoinformazioni, Foto Andrea Rosso, ecoinformazioni]

 

 

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