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Libera/ Marco Tagliabue: la forza di denunciare

Marco TagliabueAlla Festa di Libera il coraggio di denunciare, la forza di ascoltare e divertirsi contro le mafie sabato 2 luglio  all’area feste di Maslianico. La pioggia non ha aiutato al festa che ha comunque raccolto molti giovani attivisti. Momento essenziale dell’iniziativa, che ha offerto anche la cucina realizzata con il sostegno dell’associazione Lambienteinvita di Maslianico con materie prime provenienti da Libera terra e ha dovuto cedere al rito della partita calcistica, è stato il dibattito La forza di denunciare.

festaliberaluciniliberamaslianicoNel pubblico ragazzi e ragazze di Libera il sindaco di Como Mario Lucini, Celeste Grossi consigliera comunale di Paco-Sel, Enzo D’antuono presidente dell’Arci e tante/i altre/i.

Unico relatore il giornalista della rete televisa pubblica svizzera Tsi Marco Tagliabue che ha dialogato con il coordinatore provinciale di Libera di Como Stefano Tosetti. Tagliabue è un giornalista d’inchiesta e conosce profondamente la realtà e lo sviluppo delle mafie in Svizzera. La situazione non è molto dissimile da quella italiana: affari che sembrano (a chi vuole crederlo) quasi legali, intermediazioni finanziarie e grandi flussi di capitali e la scarsa capacità del mondo politico e della società Svizzera di percepire il pericolo della diffusione della criminalità organizzata a Lugano, in Ticino nell’intera Confederazione. Nel racconto nel giornalista era evidente l’analogia con il territorio Lombardo dove fino a qualche anno fa persino il prefetto di Milano sembrava non accorgersi della penetrazione ormai invasiva delle mafie e una parte considerevole del mondo imprenditoriale e della società, con la consueta assurda giustificazione che nega l’odore mostruoso del denaro frutto delle attività criminali, minimizza, giustifica cerca di trarne profitto. Tagliabue propone invece di essere radicali, di «tirare una linea», di rinunciare a ogni collusione anche quando essa ha l’aspetto rassicurante degli affari e non contiene ancora evidenza di reato. Nel dibattito da uno degli spettatori è venuta un’idea sostanzialmente razzista e inconcludente: è la Svizzera il cancro, bisognerebbe estirparla. Un’idea balzana che il relatore e interventi successivi hanno con garbo evidenziato ignora le ragioni e le responsabilità delle politiche di altri stati – Italia prima di tutti – che, quanto la Confederazione, sono responsabili del riciclaggio e dello sviluppo delle attività criminali.

Infine l’invito del relatore all’impegno, anche quando costa fatica, anche quando comporta rischi, anche quando evidenzia atteggiamenti fuori dal coro come ad esempio rinunciare a una partita di calcio ricordandosi anche che il cosiddetto sport calcistico (lo show business del calcio) è uno dei settori nei quali più fortemente le attività mafiose investono. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni] Guarda la galleria delle foto.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 2 luglio 2016 da in antimafia con tag , , , , , .

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