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Con Arrigoni una via per restare umani a Como

Vik Arrigoni striscioneAnche la seduta del 21 giugno del Consiglio comunale di Como è dedicata, come la precedente del 20 giugno, alla discussione della mozione di sfiducia al sindaco Mario Lucini presentata dalle minoranza di centrodestra con l’adesione di Eva Carboni di Amo la mia città e di Gioacchino Favara del Pd. In apertura di serata una preliminare ha posto all’attenzione del Consiglio la necessità di “Restare umani con Vittorio Arrigoni” e ha sostenuto la proposta di intitolazione a Vik di una strada o di una piazza lanciata da Raffaele Faggiano di Arci Noerus e sostenuta dal Comitato comasco pro Arrigoni sottoscritta da oltre seicento persone tra le quali anche consiglieri / e di diversi gruppi politici. Leggi nel seguito la preliminare.

«Restiamo umani, anche quando intorno a noi l’umanità pare si perda. Ce lo chiedeva da vivo e continua a chiedercelo ogni giorno, Vittorio Arrigoni, giornalista, attivista per i diritti umani, volontario dell’International Solidarity Movement, ucciso a Gaza, a trentasei anni, il 15 aprile del 2011, poche ore dopo il suo sequestro.

Vittorio ogni giorno per anni ci ha raccontato, con parole e immagini la vita vera e la lotta per la sopravvivenza di due milioni di persone rinchiuse a Gaza, assediate, bombardate, affamate, umiliate.

Vittorio aveva scelto di stare all’inferno per aiutare chi dall’inferno non poteva andarsene, per rompere il silenzio indifferente sulla Striscia di Gaza, un buco nero nella cronaca e nella politica, una gigantesca macchia oscura nella morale collettiva, impastata di indifferenza e di complicità con l’orrore.

“Restiamo umani”, ci ha sempre ripetuto Vittorio. A qualunque latitudine ci troviamo, facciamo parte della stessa comunità. Ogni uomo, ogni donna, ogni piccolo di questo pianeta, ovunque nasca e viva, ha diritto alla vita e alla dignità. Gli stessi diritti che rivendichiamo per noi appartengono anche a tutti gli altri e le altre, senza eccezione alcuna.

Vittorio viveva a Gaza da anni. Aveva scelto di stare lì, con i suoi occhi testimoni e il suo corpo solidale. Aveva visto il furto di terra e di acqua, la demolizione di case, la distruzione di coltivazioni e di barche di pescatori (era stato anche ferito mentre li accompagnava a pescare cercando di proteggerli con il suo corpo dagli attacchi armati dell’esercito israeliano. Vittorio aveva visto i malati di cancro rimandati indietro “per questioni di sicurezza” al valico di Eretz tra Gaza e Israele, aveva visto palestinesi trattati con disprezzo, picchiati, umiliati. Aveva visto la disperazione dei pescatori a cui veniva impedito di pescare e aveva visto la disperazione dei contadini abbracciati a un albero di olivo mentre un bulldozer glielo porta via. Aveva visto donne partorire dietro un masso per l’impossibilità di raggiungere un ospedale. Aveva visto la paura e il terrore negli occhi dei bambini e delle bambine e i loro corpi spezzati. Aveva visto morire neonati prematuri perché in ospedale è mancata l’elettricità per trenta minuti. Aveva conosciuto bambini e bambine che non hanno avuto altro che dolore da quando sono nati. Aveva sentito il freddo che penetra nelle ossa nelle notti gelide di Gaza senza riscaldamento, e senza luce. Aveva assistito a Gaza durante Piombo fuso (dicembre 2008 – gennaio 2009) alla distruzione di migliaia di case e all’uccisione più di tremila persone tra cui centinaia di bambini che certo non tiravano razzi.

Il 30 maggio scorso è stata presentata al sindaco del Comune di Como una petizione – promossa dal Comitato Comasco pro Arrigoni e sottoscritta da oltre 600 persone, tra le quali anche colleghe e colleghi consiglieri – che chiede l’intitolazione di una strada o di una piazza della nostra città a Vittorio Arrigoni.

Intitolargli una strada o una piazza, a Como, Città messaggera di Pace, non serve solo a ricordare Vittorio, consente a Vittorio di continuare a seminare l’insopportabilità dell’ingiustizia, a parlare ai nostri cuori e alle nostre menti. Permette a noi di ascoltare e di restare umani, umane, per lui, per Vik, giusto, appassionato, umano». [Celeste Grossi, Paco-Sel]

 

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Questa voce è stata pubblicata il 21 giugno 2016 da in Consiglio comunale, Politica con tag , , .

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