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Per i mari aperti

Mostra di Emilio Alberti, a cura di Peppo Peduzzi, inaugurazione sabato 23 giugno alle 20.30 a Villa Sormani a Mariano Comense in via Montebello 36, alle 21,30 concerto nel parco della villa. Apertura tutti i giorni dalle 16 alle 19 fino all’8 luglio. Ingresso libero

«La mostra presenta lavori recenti incentrati sul tema dell’acqua – spiega un comunicato –. Onde che si inseguono, superfici increspate, gorghi, mulinelli, scrosci di pioggia, ribollii e sommovimenti dell’elemento liquido in perenne movimento: a volte tempesta inquietante a volte sciabordìo calmo e rassicurante. Sono opere la cui natura oscilla tra il dipinto e la scultura, realizzate con una tecnica del tutto personale fatta di stucchi, rilievi in metallo e leggere velature di colore che rendono la trasparenza e la dinamicità dell’elemento. Alberti intorno al tema dell’acqua mette in scena dettagli, suggerisce racconti partendo da un frammento, sottolineando diverse valenze metaforiche; come a voler raffigurare la nostra ansia di conoscere l’onda che ci sta portando alla deriva e nel contempo affermare che siamo noi stessi quell’onda: immersi nell’impermanenza delle cose con il loro inevitabile destino di mutamento, nel divenire incerto che è condizione della contemporaneità».

«L’acqua come primigenia forza generatrice, potente, incontenibile, libera – prosegue la nota –. Simbolo dell’energia che si rinnova. Il mare di Emilio Alberti riflette bagliori metallici, ha onde fatte di piombo fuso che fluttua e ribolle. Cerchi nell’acqua provocati da gocce di lucido metallo ne assumono la sostanza come per mutazione, mentre una pioggia trasfigurata in acuminati aghi d’acciaio increspa torbide pozzanghere conficcandosi a terra. Vortici impetuosi e gorgoglianti bolle d’aria-metallo sottolineano uno stato di perenne e frenetica inquietudine. Aspetto fondamentale della ricerca di Alberti è la luce, che si fa meteria sulla tela con la luminescenza e i riflessi di colate di metallo. Le superfici sono materiche e l’increspatura degli stucchi è velata da successivi passaggi di colori, dove l’olio assume a volte i toni lievi del pastello variando dal turchese evanescente al verde acqua allo smeraldo intenso, conferendo al ruvido stucco un aspetto cangiante e luminescente, come se fosse dovuto alla luce reale. L’immersione nello spazio della pittura risulta qui ancora più avvolgente e dinamica, estraniante e allo stesso tempo coinvolgente».

Per informazioni tel. 031.757231, e-mail a.lietti@comune.mariano-comense.co.it, Internet www.emilioalberti.it. [md, ecoinformazioni]

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 20 giugno 2012 da in arte, Cultura con tag .

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