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Nando Dalla Chiesa a Bulgarograsso

Cento persone di tutte le età in piazza Falcone a Bulgarograsso per l’incontro  e la presentazione del libro La convergenza. Mafia e politica nella seconda repubblica di Nando Dalla Chiesa, professore di  sociologia della criminalità organizzata della facoltà di Scienze Politiche di Milano. L’incontro, che si è svolto nella serata del tredici giugno, è stato organizzato dal Comune e dalla Biblioteca di Bulgarograsso, e  ha visto  presenti  anche gli studenti del corso di Sociologia della criminalità organizzata, il gruppo Verso Libera Como e l’Arci di Bulgarograsso. Guarda le fotografie di Jlenia Luraschi.

Fabio Chindamo, assessore alla cultura, sport e tempo libero e biblioteca del Comune di Bulgarograsso ha condotto la discussione con Dalla Chiesa insieme alle ragazze e ai ragazzi che hanno frequentato il corso di sociologia della criminalità organizzata. Un dialogo seguito attentamente, che ha saputo coniugare una riflessione su alcuni temi presenti nel libro, un breve ma intenso ricordo di Giovanni Falcone, e spunti concreti per contribuire alla lotta alla mafia.

Per prima cosa è stato detto che è importante usare precisione quando si tratta di mafia e antimafia. «Per organizzazioni di stampo mafioso si intende un associazione criminale che si basa su un certo legame sul territorio, che vuole sviluppare una rete di rapporti di dipendenza personale, utilizza la violenza e cerca rapporti con la politica» ha chiarito Dalla Chiesa. È importante sforzarsi di capire la realità mafiosa per non comportarsi da “cretini”. Il “cretino” rappresenta quella persona che fa spontaneamente, e spesso in buona fede quello di cui la mafia ha bisogno, senza che sia necessario minacciarlo o costringerlo, perché non vede e non sa misurare il pericolo mafioso.  «Questo – ha detto Dalla Chiesa – è il punto di partenza per capire le nostre responsabilità».

È stato poi ricordato Giovanni Falcone, magistrato del maxiprocesso di Palermo che aveva scoperto strutture e modalità operative di Cosa Nostra, grazie anche alle dichiarazioni dei primi pentiti dell’organizzazione, ucciso dalla mafia il ventitré maggio di  venti anni fa nella strage di Capaci, insieme alla moglie Francesca Morvillo e a Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, i membri della sua scorta. «Falcone rappresentava la figura dello stato attendibile, nel momento in cui a Palermo c’era una gravissima commistione tra mafia e potere legale – ha ricordato Dalla Chiesa – e riuscì a convincere tutti a schierarsi. La sua tuttavia è stata una storia terribile, passò una vita d’inferno. SI vide messo sotto accusa dai colleghi, fu addirittura accusato di essersi fatto da solo il fallito attentato all’Addaura per ottenere più potere. Lui nonostante ciò fece fino alla fine il suo dovere».

La storia dell’antimafia è costellata di persone che fanno il proprio dovere. Come chi lavora nelle cooperative che lavorano sui beni confiscati, per esempio. Il libro La convergenza è appunto dedicato a coloro che fanno il loro dovere. «Sono in tanti. È importante raccontare di queste persone. Rappresentano la spina dorsale dell’Italia che deve costruire il futuro» ha detto Dalla Chiesa. Ma non serve essere eroi per contribuire alla lotta alla mafia. «I Casalesi sono stati sconfitti, mentre prima pensavamo fossero onnipotenti. Ma sono stati presi anche perché il libro Gomorra di Saviano, diventato un successo mondiale, ha tenuto i riflettori puntati su Casal di Principe. E tutto ciò non sarebbe successo, se questo libro non l’avessero comprato in tanti. Persone che senza immaginarlo hanno contribuito a sconfiggere i casalesi»

Per concludere l’intervento è stato lasciato spazio anche alla presentazione di Libera, associazione di cui Nando Dalla Chiesa è presidente onorario, che si sta formando anche nel territorio della provincia di Como. «I grandi meriti dell’associazione Libera – ha detto Dalla Chiesa – sono soprattutto due, organizzare ogni anno la giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime della mafia, e favorire il riuso sociale dei beni confiscati alla mafia aiutando le cooperative che prendono in gestione questi beni, producendo lavoro e occupazione». E proprio a partire da una esperienza estiva di lavoro come volontari in questi terreni, le ragazze e i ragazzi di Verso Libera Como hanno ricevuto la spinta a prendersi una responsabilità concreta per aprire un coordinamento provinciale di Libera nel comasco. «Quello che proveremo a fare sarà portare alla luce la realtà mafiosa e come si può combatterla» ha detto Tommaso Marelli, di Verso Libera Como.  «Faremo rete con le altre associazioni sensibili all’argomento mettendo in comune le proprie conoscenze, cercando di coordinare gli sforzi per dare una risposta al problema delle mafie sul nostro territorio». Sono poi stati distribuiti materiali informativi dei campi di lavoro sui beni confiscati previsti per questa estate organizzati da Libera e dall’Arci, associazione che come ha ricordato Jlenia Luraschi, presidente del circolo Arci Guernica di Bulgarograsso, organizza campi ma anche seminari di approfondimento sulla criminalità organizzata anche in Lombardia. [Matilde Aliffi, ecoinformazioni ]

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