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Volontariato, associazionismo e candidati sindaco

Venerdì 27 aprile alla Biblioteca comunale di Como, un centinaio di persone hanno assistito a La città siamo noi, incontro fra mondo del volontariato  e delle associazioni e i candidati sindaco di Como. Un’occasione di formazione per coloro che si propongono di rappresentare politicamente la città. Leggi i documenti su  immigrazione, anziani, minori, disabilità, grave emarginazione, cultura, famiglia, psichiatria, economia solidale, carcere e giustizia

Sono stati questi i dieci i temi presentati ai candidati per la carica di sindaco di Como da  esponenti del volontariato e dell’associazionismo.  «Il titolo dell’incontro La città siamo noi non è da intendersi in senso rivendicativo – ha spiegato Martino Villani direttore del Centro Servizi per il Volontariato – ma piuttosto con spirito collaborativo. Non sarà un momento per chiedere spazi o finanziamenti, piuttosto l’occasione per offrire opportunità poco conosciute e sfruttate, per ottimizzare le risorse del pubblico e del privato sociale e metterle in comunicazione».

Sul palco i rappresentanti del sociale si sono avvicendati al microfono mentre i candidati sindaco hanno ascoltato dalla platea, una scelta precisa degli organizzatori, «una piccola rivoluzione copernicana» secondo Fiorenzo Gagliardi, presidente dell’ Associazione per il volontariato comasco e moderatore della mattinata. «L’incontro – ha continuato Gagliardi – è stato organizzato da Avc – Csv, Coordinamento comasco delle realtà per accoglienza per minori, Forum comasco delle associazioni familiari, Nèp e Global sport Lario. L’intenzione è dare avvio a un dibattito aperto alla cittadinanza e a un confronto costruttivo con la futura amministrazione sui temi salienti nell’ambito del sociale».

Ida Sala (Rete comasca disabilità), ha parlato per prima, affrontando il tema della disabilità e richiamando fortemente l’attenzione sulla «modalità di partecipazione alla spesa da parte delle persone con disabilità e la promozione della protezione giuridica per tutte le fragilità come garante dei diritti umani». Roberto Bernasconi (Caritas), ha presentato alcuni dati legati all’immigrazione a Como, spiegando che «se la città vorrà affrontare il futuro in uan prospettiva di sviluppo e crescita, dovrà essere capace di riformulare con l’apporto di tutte le culture presenti sul nostro territorio un nuovo modo di organizzare la società». A Gianfranco Garganigo (Auser) è toccato il compito di spiegare la situazione degli anziani: «la popolazione ultra ottantenne aumenterà di un terzo entro il 2020. I tempi sono maturi per mettere in campo anche momenti di promozione- prevenzione in grado di coinvolgere l’area della fragilità». Il Coordinamento comasco delle realtà di accoglienza ai minori ha chiesto alla politica locale «una priorità per l’educazione dei minori, uscendo dal binomio emergenza-prevenzione, assieme all’implementazione di un vero welfare sussidiario plurale». Fabio Cani (Arci ecoinformazioni) ha parlato di cultura: «su 388 associazioni in provincia, 78 hanno finalità culturali e 61 creative. La qualità della vita culturale della città può migliorare senza dover inventare nulla di complesso. Basta semplificare gli adempimenti burocratici per tutte le iniziative di carattere culturale e anzi di riservare spazi per la loro promozione. Non si tratta di inventarsi novità mirabolanti, ma di riconoscere, accompagnare e sostenere le molte iniziative in corso». «La politica deve tornare a tener conto di due principi ispiratori – ha spiegato Giovanni Giambattista, Forum comasco delle associazioni familiari – la sussidiarietà e la solidarietà; possiamo quindi affermare che le politiche autenticamente familiari si rivolgono alla famiglia in quanto tale, non necessariamente alla famiglia in situazioni di difficoltà e disagio». Per le associazioni cittadine che operano in ambito psichiatrico ha parlato Giuseppe Bruzzese che ha introdotto nel dibattito una nota personale, molto apprezzata dalla platea:«oggi qui sul palco voglio portare tutto il mio disagio mentale e la mia timidezza, perchè credo che la politica si possa fare anche senza alzare la voce. Oggi vi chiediamo di smetterla di considerare la psichiatria come un ambito di investimenti a fondo perduto, come un buco nero nel quale le risorse vengono risucchiate senza produrre niente». Giacomo Giovanelli (L’isola che c’è) ha presentato il tema dell’economia solidale, chiedendo alla prossima amministrazione di Como di «assumersi con autorevolezza il ruolo di facilitatore dello sviluppo locale, fondato sulla sostenibilità e sulla valorizzazione del territorio. Infine una proposta concreta, chiediamo di individuare uno spazio idoneo in cui creare la cittadella della Como solidale». Roberto Acerbis (Incroci) ha affrontato il tema dell’emarginazione a Como, spiegando ai presenti che a Como, secondo l’ultimo dato Caritas del 2010, «esistono 128 persone senza dimora. Nel 2011 più di cento persone hanno pranzato e cenato nelle mense cittadine. Alla luce di questo scenario, la nuova amministrazione che posto intende dare alla lotta alla povertà?». Laura Molinari, operatrice Csv e Agente di rete area adulti, ha chiuso gli interventi parlando di carcere e giustizia: « la funzione dell’Agente di rete è quella di raccordo fra i servizi del circuito penitenziario e gli altri servizi del territorio, per sostenere il reinserimento sociale delle persone in dimissione dal carcere o in esecuzione penale esterna. La casa circondariale di Como presenta molte criticità, dal sovraffollamento, all’abitare e ai rapporti con il territorio, la comunità e i servizi. Le sollecitazioni che vorrei porre all’amministrazione entrante sono diverse, chiedo soprattutto di combattere alcuni retaggi culturale e di coinvolgere maggiormente la politica su quest’area di bisogno».

Terminati gli interventi, ai candidati sindaco presenti in sala – assenti solo Salvatore Ferrara, Forza nuova e Mario Pastore, Fli, Polo di centro e autonomisti – sono stati concessi cinque minuti ciascuno per replicare agli stimoli provenuti dal palco. Alessandro Rapinese( Adesso Como, No logo) e Alberto Deiana, rappresentante del Movimento 5 stelle hanno ricordato come la politica debba tornare a essere volontaria, «lontana da soldi, denaro e lingotti», mentre Alberto Mascetti (Lega nord) ha sottolineato l’importanza dell ‘evento:«ho avuto la conferma di quante persone hanno voglia di dare il proprio contributo alla città». Sergio Gaddi (Forza cambia Como) ha parlato di economia delle persone: «bisogna investire forze e risorse sulle persone, su questo il volontariato ha molto da insegnarci», mentre Donato Supino (Sinistra per Como) ha criticato le politiche liberiste, che schiacciano qualsiasi cosa non crei profitto, come «anziani e bambini. Per questo è importante tutelare e proteggere le associazioni attive nel sociale». Elisabetta Patelli (Verdi) ha evidenziato l’importanza di fare rete e costruire ponti di dialogo fra amministrazione e società civile, aspetto sottolineato anche da Mario Lucini ( Pd, Paco – Sel, Como civica, idv e Amo la mia città), Roberta Marzorati (per Mario Molteni candidato sindaco di Per Como) e Laura Bordoli (Pdl). Pietro Wierchowood (Faro per Como), Francesco Peronese (Patto per Como), Emanuele Lionetti ( Impegno per Como) e Alberto Giughello, rappresentante de La Destra per Colussi sindaco, hanno spiegato che nel loro programma elettorale il mondo del volontariato ha la priorità, mentre David D’Ambrosio (Udc), l’ultimo a intervenire, ha promesso alle persone rimaste in sala che «farà tesoro di quanto emerso dall’incontro».

Al termine della mattinata, candidati e organizzatori si sono detti soddisfatti dell’esito che ha avuto l’ iniziativa. «Si è cominciato a costruire un dialogo assieme ai futuri amministratori della città. Con un augurio – ha concluso Fiorenzo Gagliardi – che questo continui anche dopo il 6 e 7 maggio».[Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

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