Dio e Patria: Palazzo Cernezzi chiede di difendere i cristiani nel mondo e il ripristino del IV novembre
Nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di giovedì 14 luglio Mario Molteni, Per Como, ha proposto il tema delle persone i difficoltà per sfratto riportando i dati elaborati dal Centro di ascolto della Caritas comasca: «Nei primi 6 mesi del 2010 sono state 14, con altre 10 nella seconda metà dell’anno, ora nei primi 6 mesi del 2011 sono 10».
Peverelli
Vittorio Mottola, Pd, ha attaccato l’ex assessore Peverelli, ora dopo la sfiducia e il conseguente allontanamento neoconsigliere provinciale, «non si doveva scusare con me per la bandiera italiana, ma con tutti gli italiani». Sempre su Peverelli e la sua sfiducia è intervenuto anche il consigliere di Rifondazione Donato Supino che ha ribadito: «Contrariamente a quanto affermato dal capogruppo della Lega Giampiero Ajani alla stampa la sfiducia all’ex assessore è stata votata per la gestione dell’appalto per la raccolta dei rifiuti». Il problema era quello della disponibilità di una piattaforma ecologica e il consigliere ha ricordato come quella gestita da Econord poteva essere data in concessione a qualunque eventuale subentrante «così come Spt fa con il deposito dei bus».
Lungolago
«Volevo sapere qualcosa sul cantiere delle paratie, prima della pausa estiva, ma non ho avuto risposta» ha dichiarato Pasquale Buono, Fli, che aveva chiesto, senza successo, un sopraluogo sul cantiere. «Abbiamo votato anche un emendamento di Bilancio che impegna l’Amministrazione a portare in Consiglio gli esiti delle indagini svolte e le proposte di prosecuzione dei lavori del 2° e 3° lotto del cantiere – ha affermato sul medesimo argomento il capogruppo del Pd Mario Lucini – ad oggi non si sa nulla della variante in preparazione».
Antenne
Dopo la posa di alcune antenne sul Baradello la consigliera Roberta Marzorati ha lanciato un attaccato per la loro rimozione: «Il Castel Baradello ha tre vincoli differenti, per levata naturalità sopra i 400 metri, il Parco della Spina Verde, e l’edificio, che ha più di 50 anni, è vincolato dalla Soprintendenza per cui serve un parere paesaggistico».
Silvia Magni, Pd, ha chiesto di attivare il Comune perché «per tempo si illustri ai genitori i percorsi sicuri casa-scuola per il pedibus ad Albate e Muggiò».
«Da chi è diretta la biblioteca? – ha chiesto Alessandro Rapinese, Adesso Como – ho presentato in proposito una interrogazione in febbraio, chi ha ora la posizione organizzativa mi risulta non abbia le competenze tecniche per la gestione».
Gianmaria Quagelli, Pdl, ha voluto invece ricordare le figure del professore Giorgio Luraschi e dell’ex cancelliere della Curia Enrico Malinverno «due persone diverse ma con con una affinità: l’amore verso il prossimo».
Persecuzioni contro i cristiani
Dopo un minuto di silenzio per il paracadutista caduto in Afganistan, Roberto Marchini, è iniziata la seduta con la mozione di Gianmaria Quagelli, Pdl, contro le persecuzioni di cristiani nel mondo, presentata diversi mesi prima, «i grandi quotidiani nazionali ne fanno delle notizie da fondo pagina». Una proposta condivisa anche dal Partito democratico anche se con dei distinguo. «Anche l’islamofobia e l’antisemitismo sono altrettanto esecrabili» ha precisato Andrea Luppi auspicando una «laicità aperta e intelligente». L’oggetto del contendere è stato un periodo, che ricordando ili linciaggio di alcuni cristiani pachistani affermava che ci sarebbe stato un maggiore risalto mediatico se fosse accaduto a dei musulmani, bollato semplicemente come razzista da Rapinese.
Contro ogni tipo di discriminazione si è espresso Supino, chiedendo di emendare il testo con un’integrazione per garantire la possibilità di aprire un luogo di culto per i musulmani residenti in città. «Ci dica dove vuole la moschea», la sferzante risposta del capogruppo del Pdl Claudio Corengia. «Vergogna! – ha gridato l’autonomista Emanuele Lionetti – nel ’99, nel 2003 e l’ultima volta due anni fa è stata presentata una mozione per l’esposizione dei crocifissi in tutti i luoghi pubblici e non è stata approvata!».
Più pacato l’intervento dell’esponente della rondine Bruno Magatti «provo un certo disagio ed un certo fastidio per come si sta svolgendo il dibattito e come è stato formulato il proponimento», anche il consigliere ha quindi proposto di emendare la proposta nel punto critico e condannato l’islamofobia.
Anche il primo cittadino Bruni è intervenuto nel dibattito parlando di «una proposta in fin dei conti positiva» e condannando «la cultura relativista che domina il mondo in cui gli omicidi dei cristiani sono sottotraccia».
Dopo una sospensione e alcune consultazioni maggioranza e minoranza hanno trovato un accordo su un emendamento, proposto da Luppi, che ha dato un tono più generalista allo scritto da cui è stato espunto il passaggio sul confronto cristiani-musulmani. Al voto tutti d’accordo quindi, tranne Supino e Rapinese che hanno votato contro.
IV novembre
Quagelli ha poi presentato una mozione per chiedere al sindaco di attivarsi per chiedere alle maggiori cariche dello stato di far tornare festa nazionale il IV novembre «una data altamente e moralmente significativa per la nostra Repubblica». Una proposta passata con il voto della maggioranza, più Vittorio Mottola, Pd, l’astensione delle minoranze e il voto contrario di Rifondazione, Adesso Como e dei consiglieri democratici Franco Fragolino e Marcello Iantorno.
Interrogazioni
L’assemblea ha quindi affrontato le interrogazioni presentate da Rapinese, delle domande fatte alla Giunta per cui il consigliere le cui risposte non lo hanno soddisfatto e che quindi sono state messe all’ordine del giorno.
Il consigliere di Adesso Como ha esposto le proprie domande criticando, e contestualmente leggendo, le risposte giuntegli dagli uffici. Il sindaco non ha ritenuto di aggiungere altro «la risposta è già stata data per iscritto». Rapinese aveva chiesto lumi sull’ex Trevitex ma «non è possibile rispondere con certezza in quanto i fascicoli sono a disposizione dei magistrati», sull’esistenza o meno di un organo di controllo per la Ca’ d’industria e di verbali inerenti le sue deliberazioni, sul bando per un posto di dirigente ai Servizi sociali, e sull’eventuale coinvolgimento in appalti comunali di Perego strade «che sembra abbia commesso reati ambientali rilevanti». «Negli ultimi dieci anni non è stato emesso nessun mandato di pagamento nei suoi confronti, ma non si è a conoscenza di appalti o subappalti», la risposta dell’Amministrazione, «perché non è stato chiesto agli uffici tecnici?», l’ultima domanda di Rapinese. Data l’ora la seduta è stata poi sciolta [Michele Donegana, ecoinformazioni]



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