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Economia scelta/ Le vie delle armi

Francesco Vignarca, coordinatore della Rete italiana disarmo, ha parlato delle Vie delle armi  martedì 23 marzo all’Itc Plinio di Como per il secondo incontro del convegno Economia scelta. I confini della libertà economica.

Continua il convegno Economia scelta. I confini della libertà economica, ciclo di incontri dedicato alla crisi e ai nuovi confini della libertà economica organizzato dai docenti promotori del progetto bibliotecaviva dell’Itc Caio Plinio Secondo di Como.

Il 15 marzo nel primo appuntamento Alberto Ferrucci, imprenditore, presidente dell’associazione internazionale per una economia di Comunione; Ferrucci, alla presenza di circa cinquanta persone, soprattutto studenti, ha relazionato sullo stato dell’economia, soffermandosi sulle cause della crisi economica mondiale e individuando nella fratellanza e nella solidarietà una possibilità per uscirne.

Martedì 22 marzo, il secondo incontro con Francesco Vignarca, coordinatore nazionale di Rete Italiana per il Disarmo. I recenti avvenimenti libici hanno stimolato il confronto rendendo acceso il dibattito non tanto e non solo tra interventisti e non, ma soprattutto per le diverse concezioni degli obiettivi etici e sociali che dovrebbero avere la politica e le imprese.

Vignarca si è soffermato su diversi aspetti. Il proliferare degli affari delle industrie delle armi: Finmeccanica nel 2009 ha prodotto utili per 718 milioni di euro e nei primi 2 mesi del 2010 ha ottenuto commesse per 2,7 miliardi di euro; la stessa holding, finanziata per legge per il 30% dal ministero dell’economia, è, di fatto, fortemente sostenuta da una serie di investitori stranieri per cui una buona parte di utili è assegnata al di fuori dei confini nazionali con relative minori entrate fiscali per il nostro paese. Le vie delle armi, poi, seguono percorsi che portano ad armare zone del mondo particolarmente a rischio e governi che spesso sono ben lontani da una qualsiasi parvenza di democrazia – per esempio – l’Italia, insieme alla Francia, è la maggiore fornitrice di armi della Libia di Gheddafi.

Tutto questo a dispetto della nostra legge 185 del ’90 che chiede di valutare la vendita tenendo conto anche delle libertà democratiche e dello sviluppo umano dei popoli.

Altro motivo di riflessione gli sprechi delle nostre forze armate, uno per tutti: dei 190.000 uomini in servizio il numero dei comandanti supera quello dei comandati. Evidentemente si sceglie di “tagliare” altrove, scuola pubblica compresa.

Prossimo appuntamento martedì 29 marzo con Roberto Fumagalli, vicepresidente Comitato Italiano Contratto Mondiale sull’Acqua, tema dell’incontro: Acqua bene primario: pubblica o privata?    Ore 14.30 c/o la biblioteca dell’istituto. La cittadinanza è invitata a intervenire.

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